Recensione Anime: Kakegurui

Informazioni

Episodi: 12

Demografica: Shonen

Genere: Scolastico, Mistero, Psicologico, Drammatico

Che cosa contraddistingue il gioco d’azzardo da tutte le altre attività? Che emozioni è in grado di suscitare nelle menti dei giocatori? “Kakegurui“, conosciuto dal pubblico internazionale anche con il nome di “Compulsive Gambler“, trae le basi per le vicende narrate proprio da queste domande.

L’opera nasce come manga Shōnen, scritto da Homura Kawamoto e disegnato da Tōru Naomura e vede  la luce nel marzo 2014, serializzato su Gangan Joker da Square Enix. L’adattamento anime è stato invece prodotto dallo studio MAPPA, ed è andato in onda in Giappone fra il 1° luglio ed il 23 settembre 2017, mentre in Italia è disponibile sulla piattaforma streaming Netflix a partire dal 1° febbraio 2018.

L’ebbrezza del brivido che solo il gioco può dare

Come molte altre opere di questo genere, l’anime ci introduce alla particolare ambientazione in cui vivono i protagonisti della vicenda. Si tratta di un istituto che, però, non è una semplice scuola come tutte le altre: infatti, l’istituto Hyakkaou è una prestigiosa scuola privata in cui gli studenti sono divisi in classi sociali, individuate secondo una dura legge alla cui base vi sono il gioco d’azzardo e le scommesse. Le classi a cui gli studenti appartengono possono essere organizzate seguendo uno schema piramidale, alla cui vetta troviamo il consiglio studentesco, di cui fa parte una ristretta oligarchia elitaria che domina su tutti gli altri studenti imponendo le regole sopra menzionate. Nel gradino inferiore troviamo invece gli studenti o, per meglio dire, i giocatori: sono principalmente questi ultimi infatti a dare vita alla maggior parte delle partite. Nel gradino più basso abbiamo quelli che sono considerati gli scarti, vale a dire le bestie”.

Le leggi del consiglio studentesco possono essere riassunte in questo modo: chi vince, ottiene un’esistenza serena all’interno dell’accademia, dove fama e ricchezza la faranno da padroni. Chi perde, ha una sola possibilità: la perdita del tuo status di essere umano e l’essere degradato a “bestia”, esseri di proprietà del vincitore, completamente soggiogati e vincolati a quest’ultimo. Proprio di questa categoria fa parte la voce narrante che ci spiega questi aspetti: Ryōta Suzui, un normale studente che, per risanare un debito contratto durante le varie sconfitte precedenti, si ritrova a diventare il lacchè di Mary Saotome, che nella sua classe controlla la quasi totalità degli studenti. A cambiare il corso della storia è l’entrata in scena della protagonista assoluta della serie, vale a dire Yumeko Jabami: sarà infatti proprio lei a sfidare ed a vincere contro Mary, facendola così diventare una bestia. Tra Ryōta e Yumeko si instaurerà un rapporto di amicizia, dato che quest’ultima aiuta il ragazzo a ripagare i suoi debiti. Tutti questi avvenimenti attirano l’attenzione e l’interesse del consiglio studentesco: con questi presupposti la storia entrerà nel vivo, con un susseguirsi di colpi di scena che vi incolleranno allo schermo. I personaggi non vengono caratterizzati molto, perché l’anime pone l’accento soprattutto sull’ambiente del gioco d’azzardo, focalizzandosi sulle emozioni ed i pensieri che i protagonisti provano, riuscendo ad assorbire lo spettatore. Una particolarità è l’analisi di ciò che viene dopo la fine della partita: infatti, vengono messe in risalto le conseguenze delle azioni che i giocatori mettono in atto, a prescindere dalla loro efficacia, dando un certo background alle vicende narrate. Sono proprio le menti dei protagonisti un altro elemento unico dell’opera: infatti, quasi nessuno ha la benché minima umanità o senso della morale, dato che il fine ultimo è il tornaconto personale ed il risultato, da perseguire usando ogni mezzo a disposizione.

Parlando invece dell’aspetto tecnico dell’opera in questione, bisogna fare un plauso allo studio MAPPA, che è riuscito, tramite disegni ben realizzati, a ricreare ambientazioni che solo in apparenza richiamano i normali ambienti scolastici, riuscendo però a discostarsi da questi ultimi in favore di ambienti caratterizzanti dell’anime: basti pensare al perfetto equilibrio che alberga fra classi di scuola ed i locali adibiti alle partite (facilmente riconducibili ai casinò). Le animazioni sono state realizzate a regola d’arte, rispettando le proporzioni dei corpi umani, riuscendo a rendere assolutamente giustizia alle espressioni cringe che i protagonisti assumono nelle partite.

Voto finale: 8/10

Una delle opere più particolari ed in un certo senso “malate” (se guarderete anche voi l’anime, capirete a cosa mi stia riferendo) presenti sul mercati. Il suo stile è unico, uno dei pochi anime in cui la caratterizzazione quasi nulla dei personaggi non va a declassare la qualità generale (a differenza di molti altri prodotti nipponici). Voto alto più che meritato: durante la visione ci siamo sentiti completamente rapiti dallo svolgimento della vicenda, incredibilmente sviluppata su soli 12 episodi (il numero esiguo di episodi è da attribuire ai pochi capitoli reperibili del manga che, fra l’altro, è ancora in corso).

 

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