Recensione Anime: Ultimate Survivor (Gyakkyō Burai Kaiji)

Il fratello maggiore di Death Note

Episodi: 52

Demografica: Seinen

Genere: Drammatico, Psicologico, Thriller

Se state leggendo questo articolo, quasi, sicuramente sarà per via del nome di uno dei vostri Anime/Manga preferiti presente nel titolo di questa recensione e proseguendo nella lettura avrete la risposta alla domanda che sicuramente ora vi pulsa nella testa; “che cosa avrà mai a che fare con Death Note?” Ma prima di rispondere a questo quesito permettetemi di presentarvi l’opera di cui andrò in seguito ad illustrare le sue peculiarità. Tobaku Mokushiroku Kaiji è un Seinen Manga (tuttora in corso) che vide la luce nel lontano 1996, grazie al fumettista Nobuyuki Fukumoto, narrante le sfortunate e più che pericolose vicende di un ragazzo, Kaiji Itō, il quale, arrivato da tre anni a Tokyo non hai mai lavorato nemmeno un giorno e passa il suo tempo sprecando denaro nel gioco d’azzardo. Vedremo, a distanza di 11 anni, grazie allo studio di animazione Madhouse, come nel corso delle due stagioni (Gyakkyō Burai Kaiji: Ultimate Survivor 2007-2008; Gyakkyō Burai Kaiji: Hakairoku-hen 2011) il protagonista cercherà di dare una svolta alla sua vita nell’unica maniera che conosce ovvero, la stessa che lo ha portato nella posizione in cui si trova, il gioco d’azzardo.

Un’anime singolare

Come in qualsiasi altra opera di animazione la prima cosa con cui si entra in contatto, non appena si fa partire il primo episodio, è lo stile grafico; non saprei esattamente come definirlo ma di certo non è banale o già visto milioni di volte in altrettanti Anime; lo stile unico della matita del maestro Fukumoto riportata egregiamente nella trasposizione televisiva, rende la sua opera unica e caratteristica; in un primo momento potrebbe risultare molto poco piacevole e a tratti grottesca e priva di cura ma posso assicurare personalmente che non vi sarebbe una maniera migliore di rappresentare le sventure di Kaiji. Oltre al tratto particolare nel disegno durante la visione delle 52 puntate (divisi in due serie da 26) ci si imbatterà in una colonna sonora altrettanto singolare che come il su descritto stile apparirà inizialmente in maniera non proprio appetibile ma che diverrà con il tempo l’espressione acustica perfetta per accompagnare la narrazione nei momenti di alta suspense, andando a creare un mix inappuntabile tra immagini e musica; che inevitabilmente procurerà un battito accelerato allo spettatore; lo stato di tranquillità potrà essere ripristinato grazie a degli spezzoni audiovisivi che ci offriranno una piccola risata (ZA-WA! Ricordatevelo perché lo sentirete spesso).

Come avrete capito dal paragrafo precedente la suspense gioca un ruolo chiave all’intero di quest’opera; infatti già dai primi episodi, quest’Anime vi risucchierà nel suo vortice tachicardico grazie ai complessi ragionamenti del protagonista, ai vari colpi di scena sparsi in tutta l’integrità dell’Anime ed ai, strategicamente posizionati, cliffhanger, costringendovi a divorare, come lupi affamati, ogni singola puntata fino ai due finali di stagione che vi lasceranno inesorabilmente a bocca aperta. In sintesi un susseguirsi di emozioni che ti porteranno ad amare sia la serie che kaiji in sé. Veniamo ora alla parte che molto probabilmente starete aspettando dall’inizio di questa recensione; ovvero la spiegazione dell’assonanza con Death Note. Come alcuni di voi avranno già intuito la tipologia di narrazione con la quale si verrà in contatto guardando questa serie è molto simile a quella utilizzata nell’Anime sul quaderno della morte; infatti ho definito Gyakkyō Burai Kaiji come suo fratello: in quanto in comune hanno non solo la suspense ma anche quei flussi logici che tanto hanno fatto diventare Ligth uno dei personaggi più belli nella storia degli Anime; maggiore: perché non solo l’opera di Fukumoto è antecedente ma anche perché si distacca dai frammenti in cui Death Note diventa un’opera di fantasia andando a sostituire quelle parti con collegamenti alla realtà (seppur a volte portata al limite) che rendono la storia qualcosa di possibile; affrontando anche delle tematiche ben più mature rispetto al celebre dark shonen.

Voto finale: 9/10

Dall’elogio che ho scritto in questa recensione si possono ben capire le mie motivazioni per un voto così alto e devo ammettere che Gyakkyō Burai Kaiji è uno dei miei Anime preferiti; con la sua unicità in tutto e per tutto e la fitta dose di suspense sono convinto che anche per voi prenderà di prepotenza un posto nella vostra TopList; inoltre per quelli che stavano cercando un’Anime simile a Death Note credo che questo gli sia molto indicato.

 

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