Anime e Manga: Una nuova tendenza…

…ma una Passione che ci accomuna dall’infanzia

In questi anni, noi, come probabilmente anche voi cari lettori di Legacy, abbiamo guardato centinaia di anime, spulciato migliaia di capitoli e letto numerose light novel spinti dalla passione che ci accomuna verso il mondo dell’animazione giapponese ma anche della cinematografia generale. Proprio come con le serie tv ed i film infatti, abbiamo imparato in questo periodo di tempo ad apprezzare sempre di più questo genere di opere, vivendo tutte le “fasi” che il mercato e la società hanno imposto su questa categoria, al di là delle serie che hanno segnato la nostra infanzia, come: Dragon Ball, Naruto, One Piece, Pokemon, Digimon, Shaman King, Hunter X Hunter ecc… e che tutti conosciamo. Crescendo i nostri gusti sono cambiati, siamo diventati più maturi e siamo passati ad opere oggettivamente più impegnative, magari anche scoprendo lati nuovi nelle nostre serie preferite, che ad una mente fanciullesca, come quella di un tempo risultavano celati, ma che nel frattempo in maniera del tutto inconscia erano diventati parte di noi. Ma aspettate un attimo. Vi ricordate com’era il mercato appena una decina di anni fa? Prima di Netflix, prima di Amazon PrimeCrunchyrollSky (come lo conosciamo oggi) e delle tv satellitari? Noi c’eravamo quando chi guardava anime, sebbene fosse una persona normalissima, doveva “nascondersi”. Noi c’eravamo quando chi leggeva fumetti dei supereroi veniva chiamato “nerd”, magari anche ingiustificatamente, perché a tutti noi in fondo, come si può ben vedere oggi piace immergersi nella fantasia e tornare bambini. Ve lo ricordate? E per quale motivo allora adesso essere un cosplayer, guardare anime o essere un fan di una serie tv è diventato ad un tratto socialmente accettabile?

L’avvento dello Streaming

Con l’avvento delle grandi piattaforme, dello streaming online e delle serie tv come una vera e propria valida alternativa ai film, anche il grande pubblico è stato in grado finalmente di comprendere questo mondo, fino ad allora per pochi cinefili o i cosiddetti “nerd” per l’appunto. E con le serie tv, naturalmente molte multinazionali come Netflix hanno deciso di spingere un settore che era limitato al fansub ed era inaccessibile per il grande pubblico: quello degli anime. Questo però cosa ha comportato? Sicuramente ha spinto molte più persone ad abbandonare la concezione di “cartone animato” all’occidentale, il cosiddetto “toon” all’americana e a comprendere che anche per l’animazione esiste una categoria più per ragazzi-adulti, proprio come per il resto. Ha sicuramente generato nuovi fan che proprio grazie allo streaming hanno scoperto questo nuovo mondo e ha sicuramente contribuito a popolare le fiere e i relativi eventi di nuovi appassionati che per la prima volta si sono trovati faccia a faccia con gli esperti del settore, divenuti improvvisamente “star” dopo anni di “sei strano” e “guardi ancora i cartoni alla tua età” per non addentrarsi ulteriormente. Noi per fortuna non abbiamo mai avuto esperienze del genere e ci riteniamo delle persone normali, di certo non degli ossessionati, ma conosciamo anche chi è stato vittima di queste forme di bullismo imposte dalla società, per non parlare di chi all’epoca faceva cosplay.

E magari ora le stesse persone che un tempo deridevano i fan dei fumetti, o di Star Wars o del Signore degli Anelli o gli stessi cosplayer e appassionati di anime ora vantano di essere “fan della marvel” oppure “otaku”, utilizzando impropriamente il termine, solo per moda, perchè fa tendenza coprendosi con “Era nei consigliati di Netflix e ci stava”. E’ indubbiamente un bene che nell’era dei social finalmente non bisogni più vergognarsi di dire ciò che piace, ma tutto ciò ha avuto anche dei riscontri negativi e non solo psicologici. Pensiamo anche alle nuove generazioni che fin da subito si trovano tutto subito a disposizione. La massa di persone interessate è cresciuta esponenzialmente ha portato il mercato ad evolversi per accontentare il grande pubblico, spesso a scapito di quello che un tempo era il filone morale e importante di un’opera in favore di qualcosa più frivolo e commerciale.

Generazioni a confronto

Inutile prenderci in giro ma noi, ad oggi, viviamo in una società nella quale vige la subitaneità. Ogni esperienza, ogni film, ogni album musicale, ogni anime e ogni manga sta a questa regola. Qualsiasi cosa viene vissuta momentaneamente senza soffermarsi troppo su cosa effettivamente questi diversi tipi di opere ci possano offrire realmente. In tal modo i criteri di valutazione degli stessi si assottigliano, andando a giudicare solo in maniere superficiale qualsiasi tipo di lavoro; a questo punto con tali criteri di giudizio coloro che sono i creatori di Arte, ovvero coloro che plasmano prodotti in grado di esprimere emozioni o di essere in grado di suscitare qualsiasi altra reazione nelle persone che vivono il loro operato, si trasformano in fabbriche; ovvero in meri strumenti di produzione per il consumismo. Vi sembrerà un’affermazione esagerata e senza alcun senso ma fateci caso; in quanti anime o manga realizzati in questi anni,  vi è capitato di emozionarvi, di provare la pelle d’oca o semplicemente che la lettura di una pagina di un fumetto o la visione di una puntata di una serie, vi abbia innestato in testa un concetto che tramite il vostro pensiero potesse ampliarsi e rendervi persone più ricche e mature. Li avete contati? Magari, non vi sembreranno neanche pochi, ma lo sono se li confrontiamo con la grande quantità di serie che ormai vengono sfornate ogni stagione. Quello che stiamo cercando dire, in poche parole, è che oramai non esistono quasi più opere di una certa profondità, sono tutte piatte. Molti degli anime considerati belli oggi dalla massa propongono una bellezza, che bellezza non è: è spesso data semplicemente da: un cast di personaggi palesemente stereotipati, da una trama che si possa definire avvincente, un po’ di fan service con tette e culi sparsi qua e là, e poi? E poi, basta. Rivedendo le avventure del giovane Naruto e di Rufy su One Piece ci siamo accorti, più che mai, di questo notevole distacco generazionale che separa le opere di un tempo dai prodotti che vengono messi sul commercio negli ultimi tempi, di come, moralizzando un po’, la superficialità del mondo moderno si ritrasmetta, in maniera diretta, nelle sue realizzazioni. Questo non vuol dire che non debbano esistere opere “leggere” da guardare per svago, anzi, non ci stiamo riferendo in particolare al genere degli ecchi harem (che sicuramente qualcuno avrà sentito tirato in ballo) perchè hanno pure loro un pubblico ed uno scopo, ovvero quello di far arra…ehm divertire il lettore, ma ci riferiamo al fatto che ormai diventano famose e “mainstream” opere per le ragioni sbagliate, sfruttando questa formula per le cosiddette “views facili”, a discapito di quello che un tempo erano basi solide e ben ragionate.

Un celebre esempio: Dragon Ball vs Dragon Ball Super

Per rendere chiaro il notro pensiero proporremo un esempio lampante della questione, riguardo una delle serie più amate di tutti i tempi, ovvero un confronto tra Dragon Ball Z e Dragon Ball Super. Per quanto Dragon Ball possa essere sempre stata una serie, non troppo profonda o con concetti di facile comprensione, essendo principalmente basata sul combattimento, le prime due serie sono indubbiamente migliori dell’ultima in quanto questa ha escluso secondo noi la sua vera essenza; la forza di volontà dei personaggi di diventare più forti, il sacrificio fisico e mentale dei protagonisti negli allenamenti, l’amicizia e l’amore che per quanto banali come concetti hanno avuto un ruolo più che importante nell’opera. Super ha eliminato tutte queste cose, dandole per scontate, lasciando al suo interno solo quello per cui Dragon Ball verrà sempre ricordato; chiaramente sto parlando dei combattimenti epici, delle onde energetiche e delle trasformazioni. Ma davvero tutto ciò è sacrificabile? Immaginatevi Z senza il sacrificio di Goku contro Cell, oppure quello di Vegeta contro Majin Bu. Senza la morte di Crilin. Lo avete fatto? Spero riusciate a capire ora di cosa si stia parlando. Toriyama ha sempre voluto fare una serie leggera e non c’è dubbio che quello fosse lo spirito dell’opera ma è davvero meglio solo perchè lo dice l’autore?

Per spiegarci al meglio paragoneremo anche  le due trasformazioni più importanti delle due serie: da una parte abbiamo il Super Sayan e dall’altra l’Ultra Istinto. Per farvi capire quanto sia stata epica la prima trasformazione useremo le parole di Marco Merrino (Croix89, utilizzate nel video “Vegeta è un personaggio bello”), le quali crediamo siano la maniera perfetta per esprimere il concetto: “Goku si eleva a tale potere (quello del Super Sayan) grazie al dispiacere e alla furia causata dalla perdita del suo migliore amico (Crilin) che lo rendono un dio”. Attraverso tale frase ci si rende conto più che mai della grandiosità di questo momento, particolarmente significativo nella grande saga di Dragon Ball. Tale epicità, appunto, è data dalla profondità che l’opera ha avuto sino a quell’istante, completamente distaccata dall’atmosfera giocosa delle prime saghe di Dragon Ball. In opposizione a questa scena abbiamo la trasformazione di Goku in Ultra Istinto, la quale, soundtrack a parte, non ha nulla né di epico né di grandioso; questo power up al contrario del precedente non raffigura niente; se non il capriccio infantile del protagonista di diventare più forte. C’è da rendersi conto che Goku per ottenere tale potere non ha dovuto neppure allenarsi troppo, grazie alla terribile scusa, ideata dall’Autore Akira Toriyama, ovvero quella che un Saiyan combattendo diventa sempre più forte. Durante il combattimento contro Jiren, poi, Goku prima di ottenere l’Ultra Istinto non pensa nemmeno che nel caso in cui perdesse il suo universo verrà distrutto, non c’è nemmeno uno sviluppo emotivo in cui il protagonista dedica un pensiero alla sua famiglia come aveva fatto contro Freezer e come aveva fatto Majin Vegeta prima di sacrificarsi. Quindi, anche l’unico motivo plausibile che avrebbe giustificato la sua evoluzione svanisce nel nulla, trasformando il suo comportamento in quello di un bambino, che come già detto, fa i capricci perché vuole diventare più forte. Questo però non vuol dire che la serie sia tutta da buttare: benché priva di contenuti significativi, fatta eccezione per la saga di Black, rimangono alcuni combattimenti che risultano essere piacevoli da guardare.

Alla ricerca di un Miglioramento!

Mi piacerebbe che coloro la quale stiano leggendo quest’articolo non prendano le nostre parole come una mancanza di rispetto alle loro opere preferite, piuttosto che una vera e propria offesa nei confronti di Dragon Ball Super, ma che vengano interpretate come una sana critica, mosse da persone che come voi hanno la stessa passione e provano lo stesso amore per questo bellissimo mondo; che purtroppo, mano a mano, si sta imputridendo poiché continuamente alimentato da immondizia, proprio come sta succedendo nel settore videoludico. A nostro parere, se il concetto alla base di questo articolo venisse compreso, potremmo riuscire a far cambiare il pessimo mercato in cui ora ci troviamo, poiché noi siamo i consumatori; e come tali se non soddisfatti dai prodotti che ci vengono offerti, questi dovranno per forza cambiare. Vi lasciamo quest’ultimo monito: siate ingordi, non accontentavi della mediocrità che dilaga di questi tempi! Esigete di più anche da voi stessi e cercate di essere quanto più oggettivi possibili quando parlate di un’opera!

Articolo di Eddragus, Philipxander

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COMMENTS

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    Soul 5 giorni

    Sono pienamente daccordo con voi soprattuto perché mentre riflettevo mi sentivo come riportato al infanzia ripensado a tutti gli anime psicologici che ho visto è a come abbiano cambiato il mio modo di vedere il modo e metendolo a confronto con le opere che stanno uscendo in questo periodo (salvo anime particolari come karakuri circus) che sono delle merde dato che se messi a confronto non sapresti scegliere quale sia meglio del altro non perché siano entrambi bellissimi ma tutto il contrari cio che non ti lasci nulla ne l’uno ne l’altro