Top 5 Anime: Studio Ghibli

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Il mondo dell’animazione orientale ha da sempre esercitato su noi spettatori del genere un fascino del tutto unico. Forse proprio perché ci appare come un luogo lontano: non solo in termini di distanza, ma anche e soprattutto per la diversità culturale che separa il popolo occidentale da quello del sol levante. Tale distinzione è ovvio si ripercuota sulle opere che vengono prodotte da entrambe queste due civiltà. Difatti, parlando di lungometraggi animati, si potrà sicuramente notare una netta diversificazione dello stile narrativo e della caratterizzazione dei personaggi. Innegabile è per noi ritenere, sotto certi punti di vista, l’animazione giapponese sopra diverse spanne rispetto a qualsiasi alternativa. Non è un caso che riservi opere che ancora oggi sono in grado di emozionarci come e a volte anche di più di certi film in “carne ed ossa”. Oggi fra tutti gli anime andremo a parlare in particolare di quelli prodotti dal rinomato Studio Ghibli. Nato nel 1985 per opera del compianto Isao Takahata e di Hayao Miyazakii si può dire ci abbia reso spettatori di veri e propri capolavori nel campo dei film d’animazione. Nel 2002, grazie al film “La Città Incantata“, lo studio riuscì ad aggiudicarsi il primo premio Oscar per un film d’animazione, evento assolutamente straordinario. In questo articolo vi elencheremo quelli che, secondo noi, sono i migliori film prodotti dal Ghibli. Ora basta con i convenevoli, partiamo subito con questo viaggio denso di ricordi, soprattutto per gli spettatori di vecchia data!

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Menzione d’onore: La Tomba delle Lucciole

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Prima di cominciare abbiamo deciso di menzionare questo film, di cui potete leggere la nostra recensione, per un semplice motivo: si tratta del film che meno rispecchia le caratteristiche narrative dello studio. Uscito nel lontanissimo 1988, ha riscontrato una buona risposta al botteghino delle sale nipponiche, nonostante la messa in onda parallela de “Il mio vicino Totoro“. A differenza di quest’ultimo (e di tutti gli altri lavori del Ghibli), “Una tomba per le lucciole” si presenta con tematiche molto più drammatiche crude, il tutto condito da uno stile di narrazione neorealistico. Potremmo riassumere quanto detto in poche parole: è forse il film più “adulto” dello studio. Non ci dilungheremo oltre data la presenza della recensione, possiamo solo consigliarvi la visione di questa magnifica opera, purtroppo molto poco conosciuta all’interno dell’universo anime.

5. Il Mio Vicino Totoro

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Immancabile è la presenza, in questa top, de “Il mio vicino Tororo“. Sicuramente si aggiudica il primo posto nella classifica della pellicole più conosciute dello Studio Ghibli, rappresentandone anche il logo. Questa fiaba moderna, risalente al 1988, ha permesso agli spettatori di apprezzare quello che per il regista, Hayao Miyazaki, è un argomento per lui molto sentito: il mondo dei bambini. È possibile identificare questo lungometraggio come una metafora Pascoliana: come Pascoli descrive ne “il Fanciullino” la bellezza del mondo agli occhi di un bambino, così Miyazaki, seppur con metodologie differenti, rappresenta come un’insignificante scoperta di una bambina di 11 anni si dimostri essere, ai suoi occhi, l’inizio di un avventura fantastica. Proprio grazie all’attaccamento emotivo dell’autore a questo film, è stato possibile massimizzare l’effetto della fantasia fanciullesca. Quest’ultima mostrata con egregie sequenze animate, realizzate appositamente per trasportare il pubblico in quello che potrebbe essere il mondo dal punto di vista di un bambino. Come in ogni film del Ghibli, siano essi indirizzati ai più piccoli o ai più adulti, non mancano concetti su cui soffermarsi e pensare. Tirando le somme “il mio vicino Totoro” è un’opera adatta a tutti, in grado sì di incantare ma anche di far riflettere.

4. Laputa – Il Castello nel Cielo

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Uno dei principali motivi per cui abbiamo deciso di inserire questo film all’interno della nostra classifica è poiché “Laputa – il Castello nel Cielo” è considerabile come il crogiolo delle ideologie di Hayao Miyazaki. Difatti, in questa pellicola è possibile scontrarsi con vari argomenti cari al nostro regista: partendo dalle critiche alla società moderna o al rispetto della natura, fino ad arrivare a concetti più poetici e astratti, quali l’esistenzialismo o il pessimismo; vi sono poi altri messaggi che celano alcune ossessioni dello stesso Miyazaki, come il volo e la libertà. Vi starete chiedendo come questi insegnamenti possano rendere questo cartone animato un film adatto principalmente ad un pubblico più infantile (target per la quale è stato realizzato, per l’appunto). La risposta a tale quesito si rivela essere anche un’altra ragione per la quale abbiamo inserito questo lungometraggio al quarto posto della top 5; ovvero che “il Castello nel Cielo” è la più incredibile storia di avventura mai realizzata dal Ghibli. Una coppia di protagonisti, degli antagonisti che si possano definire tali, spinti dalla irrefrenabile desiderio di impadronirsi del potere e dulcis in fundo, il viaggio verso una destinazione la quale esistenza non è nemmeno certa; tutti questi sono elementi che definiscono “Laputa – il Castello nel Cielo” come un’avventura nel senso più classico del termine. Una classicità che rapirà la vostra attenzione già dai primi minuti.

3. La Principessa Mononoke

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Sicuramente la pellicola più critica mai prodotta dallo studio: la “Principessa Mononoke” pone infatti all’attenzione dello spettatore il solito conflitto (molto attuale, fra l’altro) tra uomo e natura. O meglio, potreste arrivare a pensare che si tratti “solo” di questo. Infatti, durante la visione del film, possiamo notare come l’umanità sia più dedita alla distruzione che i suoi conflitti generano più che interessarsi alle difficoltà del convivere con le creature naturali. Nella realtà, Myiazaki vuole porre un focus sul fatto che il mondo stesso si basa sui conflitti: gli animali combattono con altri animali e l’uomo combatte contro i suoi simili. Vedendo le diverse fazioni scontrarsi, sarà facile per lo spettatore empatizzare con ognuna di esse: questa caratteristica rende “La Principessa Mononoke” unica nel suo genere. Chi, però, conosce Miyazaki sa che mettere diversi personaggi in conflitto è un espediente narrativo a cui spesso fa ricorso: far collidere due punti di vista sul mondo in modo da poter far sviluppare un giudizio imparziale, così dimostrando che nessuno merita il nostro consenso o il nostro disprezzo.

2. La Città Incantata

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La città incantata” potremmo pensarla come la somma di tutti i lavori precedenti di Miyazaki: presenta tutti i temi ricorrenti della sua filmografia, trattati con un tocco ancora più delicato (dettato dall’esperienza guadagnata dai precedenti lavori) e con una armonia inarrivabile. Fra i tanti argomenti che il regista affronta all’interno della pellicola, possiamo trovare il filo conduttore dell’opera: l’esperienza della perdita. Nel corso della vita di tutti arriva il momento di diventare adulti; tappa inevitabile del nostro percorso. Succederà per forza. Accadrà qualcosa di irreparabile, da cui non è possibile tornare indietro. La trama non staremo neanche ad elencarla, dato che chiunque si approcci al vastissimo mondo prodotto dal Ghibli sicuramente inizierà da questo film (o dal nostro primo classificato). Miyazaki arriva però a stupirci ancora, sapendo rinnovare le tematiche del suo bagaglio: è infatti fondamentale, per la riuscita del film, la paura infantile. All’inizio della storia Chihiro, dopo essersi persa ed aver assistito alla spaventosa metamorfosi dei suoi genitori, si ritrova sola in una città ove al calar della notte le strade si popolano di ombre, di mostri (tratti dalle leggende e racconti tipici giapponesi, gli Yokai), mentre lei stessa scompare progressivamente. Tutte queste peculiarità hanno portato il film a vincere il primo premio Oscar nella categoria animazione. Premio senza ombra di dubbio meritatissimo!

1. Il Castello Errante di Howl

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Ed ecco il primo classificato. Un film che tutti, almeno una volta nella vita, dovrebbero vedere. Ad un primo sguardo “Il Castello errante di Howl” si potrebbe definire come una pellicola caratterizzata da un’estrema semplicità. Essa si rivelerà essere, in seguito ad una visione più accurata, in verità il frutto di una composizione tutt’altro che semplicistica. L’immenso lavoro del sempre verde Hayao Miyazaki, congiunto con l’abilità unica nel comporre di Joe Hisaishi, hanno reso possibile la creazione di una pellicola paragonabile alla perfezione di un orologio. Così come gli ingranaggi di un orologio, tutti gli elementi che caratterizzano “il Castello errante di Howl” sono incastonati perfettamente tra di loro, traducendosi in quella semplicità, sopracitata, riassumibile a quella di quadro con lancette. Protagonisti di questo lungometraggio sono sicuramente le emozioni: espediente narrativo che manovra la trama dall’inizio alla fine, ma anche il mezzo diretto di comunicazione con lo spettatore. Proprio grazie a quest’ultime Miyazaki è riuscito a far comprendere appieno gli intenti con la quale Howl è stato realizzato. Ovvero, una campagna antimilitaristica e una maniera di esprimere tramite una moltitudine di metafore (siano esse celate nei personaggio o nell’ambientazione) la realtà. Una realtà che, per quanto ci si possa impegnare, non riusciremo mai a comprendere; ne tanto meno a controllare. “il Castello errante di Howl” è, certamente, il compendio del meglio che lo Studio Ghibli ha da offrire.

Conclusioni

Tramite questa top abbiamo cercato di facilitarvi l’ingresso all’interno dell’Universo Ghibli. Ovviamente, consideriamo tutti i lavori dello studio assolutamente magnifici. Purtroppo non potevamo incorporarli tutti e perciò abbiamo scelto i titoli che, a nostro modestissimo parere, incarnassero a pieno lo spirito Ghibli. Il nostro consiglio è, una volta recuperati i titoli sopra elencati, di continuare la visione (se possibile) di tutti i film prodotti nel corso degli anni dallo studio. Speriamo, per chi come noi è un fan di vecchia data, di essere stati una buona guida in questo fiume di ricordi; mentre per i (pochi, si spera) neofiti dello Studio Ghibli ci auguriamo che le nostre parole vi abbiano incuriosito, almeno, il poco che basta per convincervi a prendere visione di questi capolavori. A questo punto direi che qui il nostro lavoro è terminato; vi auguriamo una Buona Visione!

 

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    JackSaber 2 settimane

    Tutti dei capolavori, ma secondo me Porco Rosso nella top 5 ci doveva essere.