One Piece: La pietà di un samurai (analisi capitolo 933)

Il capitolo di questa settimana ha perfettamente completato quello precedente; il  banchetto ha ormai raggiunto il suo climax: Orochi è in preda all’ira e Komurasaki è stata ferita dal fedele samurai alle dipendenze di Orochi, Kyoshiro. Inoltre, i mugiwara hanno l’occasione perfetta per scappare… saranno in grado di sfruttarla?

Il banchetto della follia

Il capitolo riprende la storia proprio dove era stata interrotta una settimana fa, sul faccia a faccia tra la cortigiana Komurasaki e lo shogun Orochi. Quest’ultimo, invaghito più che mai della donna,  le rinnova l’offerta fatta in precedenza, chiedere perdono in ginocchio per aver salva la vita, ma Komurasaki rifiuta senza battere ciglio. Lo shogun, adirato più che mai, sfoga la sua rabbia sui suoi sottoposti, afferrando poi tra le sue fauci la cortigiana con l’intento di ucciderla. L‘Oniwabanshu intanto è alle prese con O-Robi, in soccorso della quale arriva Bonekichi/Brook, che terrorizza i ninja dello shogun nelle vesti dello scheletro affamato. All’appello mancano solo O-Nami e Shinobu, che stanno seguendo le vicende da sopra il soffitto della sala. Proprio quando le due kunoichi sono sul punto di entrare in azione, sopraggiunge Hanzo, un ninja dell’Oniwabanshu. Dopo aver sconfitto agevolmente il ninja, le due ragazze fanno il loro ingresso in sala, usando i poteri di Shinobi per far marcire il soffitto. Per fortuna atterreranno proprio su una delle teste dello shogun, costringendolo involontariamente a liberare Komurasaki. I guai però sono tutt’altro che finiti: a sorpresa Kyoshiro ferirà, apparentemente mortalmente, la Dayu, mostrando il suo duro ideale di giustizia (questo verrà poi approfondito nella parte di analisi). In quello stesso momento, Kyoshiro si accorge di qualcosa in possesso di Komurasaki: il volantino di Kin’emon. Mentre lo shogun, infuriato più che mai per la presunta morte della sua amata, decide di vendicarsi della piccola OToko, i riflettori si spostano su ONami che si appresta a colpire Orochi e sottoposti con un potentissimo colpo combinato a Zeus. Il capitolo si conclude con un cambio di scena: il gruppo di Kuri si appresta a partire alla volta delle prigioni di Udon, accompagnati da Big Mom.

Tra unità di luogo e mitologia

Il capitolo 933 è stato un capitolo caratterizzato da una quasi totale unità di luogo, ambientato, per la maggior parte delle tavole, nella residenza di Orochi; a questa monocentricità Oda ha ben contrapposto alcune citazioni alla mitologia giapponese, che spaziano dalle divinità agli yokai. In primo luogo Brook che, per spaventare i ninja di Orochi decide di vestire i panni de “lo scheletro affamato“: ciò a cui si riferisce il pirata è uno yokai, dal nome Gashadokuro (letteralmente significa “scheletro affamato”), che vaga per boschi e foreste per afferrare gli incauti viaggiatori e berne il sangue staccandogli la testa. A seguire troviamo due personaggi che portano i nomi di due divinità di non poco conto, i ninja Fujin e Raijin; questi, infatti, sono anche rispettivamente i nomi del Dio del vento e del Dio del tuono giapponesi. Questa parentesi, però, non si chiude senza fare prima un precisazione: la figura di Raijin è già stata citata in corso d’opera, più precisamente con Eneru, l’ex Dio di Skypiea.

Orgoglio contro Giustizia

C’è una domanda che da prima dell’inizio della saga imperversava nelle menti più diaboliche dei fan: “Cosa succederebbe se lo scettro delle aspettative non fosse nelle mani dei pezzi grossi di Wano?”, domanda lecita visto il pallino di One Piece dello stupire sempre i suoi lettori. Nonostante ciò, questa era una domanda su cui sopra, fino a qualche mese fa, chiunque si sarebbe fatto una risata. Ora, dopo 25 capitoli, i personaggi più interessanti dell’arco narrativo sembrano essere Kyoshiro e Komurasaki, che anche in questo capitolo ci hanno dimostrato quanto siano validi come personaggi. Se si dovesse scegliere una parola per descriverli sarebbe “freddezza“, uno stesso vocabolo che nasconde però significati diversi: per la cortigiana è una freddezza dettata dall’orgoglio, non si abbasserebbe mai a chiedere perdono se è convinta di essere nel giusto; per Kyoshiro invece è una freddezza dettata dal senso di giustizia, forte e legato sia ad un idea di morte come mezzo di espiazione dei peccati che alle regole ferree, che nemmeno qualcuno di così importante per lui può infrangere rimanendo impunito.

Conclusioni

I prossimi capitolo si apprestano decisamente interessanti: Big Mom è diretta alle prigioni di Udon assieme al gruppo di Chopper e, visti i presupposti, potrebbe risultare la chiave della fuga di Luffy. ad Onigashima, invece, i mugiwara dovranno riuscire a sfruttare l’occasione creata da Nami per fuggire dalla residenza dello shogun, magari portandosi dietro anche la cortigiana inerme su richiesta della piccola OToko.

 

One Piece (ワンピース) è un manga scritto e disegnato da Eiichiro Oda che dal 19 luglio 1997 compare settimanalmente sulla rivista giapponese Weekly Shonen Jump. L’edizione italiana è curata dalla Star Comics, che ha cominciato a pubblicarlo nel nostro paese dal 1^ luglio 2001. Dal 20 ottobre del 1999, il manga è stato adattato in una serie televisiva anime, prodotta dalla Toei Animation e trasmessa ancora oggi in Giappone su Fuji Tv, l’edizione italiana è edita da Merak Film ed è andata in onda su Italia 1 dal 5 novembre 2001 per poi continuare su Italia 2 nel 2012; inizialmente intitolata “All’arrembaggio!”, la serie ha avuto diversi cambi di denominazione nel corso delle stagioni, fino ad assestarsi sull’originale One Piece.

 

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