One Piece: Gyukimaru sul ponte Oihagi (Analisi capitolo 937)

Questa settimana, Oda ci delizia con un capitolo, preceduto da una fantastica copertina a colori che vede come protagonisti i pirati di Cappello di Paglia e degli animali simbolo dei pirati, nel quale la trama continua ad avanzare. Nuove rivelazioni, nuove situazioni impreviste e nuovi incontri a Wano, la landa dei samurai.

Scontro mozzafiato sul ponte Oihagi

Il capitolo si apre con il gruppo di Mom che si dirige verso Udon. Linlin non vede l’ora di gustare lo shiruko e anche OTama rivela di amarlo. Chopper però è seriamente preoccupato, perché nel caso in cui l’imperatrice dovesse riacquistare la memoria, notando la mancanza di tale pietanza, Luffy sarebbe seriamente nei guai. Nella prigione di Udon, Luffy continua a sconfiggere i suoi avversari cercando di utilizzare l’haki per respingere gli attacchi, come fece Rayleigh contro l’elefante a Rusukaina. Intanto Queen si sta gustando con calma lo shiruko affermando che per lui è importante tanto quanto l’aria che respira. La scena si sposta nella regione di Ringo. Presso il ponte Ohagi, Zoro continua lo scontro con il monaco guerriero rapinatore Gyukimaru. Durante lo scontro scopriamo che in passato Wano era conosciuto come il paese dell’oro e che fu proprio Ryuma a proteggere Wano dagli stranieri interessati alle sue fortune. Scopriamo anche che la Shusui apparentemente non è sempre stata una Kokuto. Durante lo scontro, appare una geisha che tiene in braccio O-Toko, la quale corre verso di loro implorando aiuto. Questa è inseguita da Kamazo lo squartatore, incaricato dallo shogun di uccidere la bambina sorridente. Zoro decide di aiutare le due in cambio di cibo e alcool. Mentre Zoro fronteggia l’assassino, il monaco cerca di sfruttare le aperture di Zoro per attaccarlo e per via della sua intromissione, lo spadaccino dalle tre spade viene ferito da Kamazo. Ciò gli permette però di rubare l’arma all’avversario e di finirlo con una delle sue tecniche a tre spade: il Rengoku Onigiri!

Draghi e samurai

“La shusui è una lama nera (Kokuto)!! Lo divenne dopo aver combattuto molte battaglie al fianco di Ryuma!!”. Questa frase pronunciata da Gyukimaru nel corso capitolo ha fatto sorgere non pochi dubbi ai fan: la Shusui un tempo non era una Kokuto? Come può cambiare così tanto la qualità di una lama semplicemente combattendo? Quindi qualsiasi spada può diventare una Kokuto? Analizzando il personaggio di Ryuma, in particolare l’uccisione del drago tanto acclamata a Wano, la risposta potrebbe non essere impossibile da ipotizzare. Per farlo però, è prima opportuno rispolverare la mitologia norrena, dove il sangue dei draghi e il suo utilizzo è davvero particolare. Sigurd (noto dai più come Sigfrido) è un famoso eroe norreno che uccise Fafnir, un nano trasformato in un drago a causa della sua avarizia. Dopo averlo colpito a morte Sigurd si bagnò nel suo sangue, diventando così invulnerabile. Altra leggenda legata indissolubilmente al sangue dei draghi è la diceria dietro la realizzazione dell’acciaio Damasco, un materiale leggendario utilizzato da numerosi cavalieri del passato, compresi i crociati, per realizzare le loro armi; la cui formula è tutt’oggi sconosciuta. A quanto sappiamo, il segreto di queste spade stava nel momento della tempratura, cioè del raffreddamento dell’arma, nel quale entrava in gioco un liquido. Secondo queste dicerie era proprio sangue di drago, che faceva acquisire alle spade proprietà particolari. Arrivati a questo punto il collegamento con la storia sarebbe praticamente ovvio: Ryuma avrebbe ucciso il drago arrivato nei cieli della capitale dei fiori, per poi bagnare nel suo sangue la sua spada o addirittura riforgiarla utilizzando proprio quel sangue, per ottenere una Shusui di qualità superiore senza dover cambiare spada. Ora che la questione ha incuriosito Zoro, il discorso tornerà sicuramente a galla prima o poi e, chissà, magari lo spadaccino deciderà di compiere la stessa scelta di Ryuma per ottenere una seconda Kokuto.

Lo spadaccino e la geisha

One Piece Chapter 937 - Zoro's Wound by Pisces-D-Gate

Senza aspettare troppo, il capitolo entra subito nel vivo dello scontro (non proprio leale) tra Zoro e Gyukimaru ma, con la stessa velocità, viene interrotto da una geisha apparentemente sconosciuta che porta con sè O-Toko. In molti hanno pensato che questa geisha possa in realtà essere Komurasaki, ma ci sono alcuni tasselli che non si incastrerebbero perfettamente con gli altri. Se così fosse: i fermagli ed il vestito della geisha sono diversi da quelli indossati da Komurasaki, inoltre questa ragazza ha una frangetta che la cortigiana non aveva. Infine, c’è anche una falla logica in quell’ipotesi: come poteva Komurasaki, che aveva ricevuto una ferita così grave, riuscire a scappare dal castello di Orochi senza che nessuno se ne accorgesse? È poi proprio la stessa Robin a confermarci l’erroneità di questa teoria, quando nel capitolo 934 afferma di averla lasciata nel quartiere a luci rosse. Uno scenario ricorrente è quello della presentazione di un personaggio successiva al suo salvataggio, quindi potremmo vedere proprio questo nel prossimo capitolo, o in uno dei prossimi.

Conclusioni

Il capitolo 937 sembra aver preannunciato un’inaspettata battaglia che avrà luogo proprio a Udon, quella fra Big Mom e Queen, i due amanti dello Shiruko. Entrambi sembrano amare questo dessert a base di mochi e fagioli azuki e non sarebbe impossibile vedere Mom, una volta arrivata con il gruppo di Chopper alle prigioni, mangiare lo Shiruko di Queen senza pensarci, mandando la calamità su tutte le furie. Anzi, questa potrebbe essere una buona opportunità per il gruppo di Luffy per evadere; prima, però, Cappello di Paglia dovrà trovare un modo per togliersi il collare di dosso. Inoltre, attraverso l’espediente del mandato di cattura di Toko, Oda ha rimarcato il ruolo non marginale dei bambini di Wano in questa saga; questa importanza sicuramente verrà data in primis a Momonosuke ed in seguito alla piccola O-Tama ed al suo potere, estremamente utile contro i Pirati delle Bestie.

 

One Piece (ワンピース) è un manga scritto e disegnato da Eiichiro Oda che dal 19 luglio 1997 compare settimanalmente sulla rivista giapponese Weekly Shonen Jump. L’edizione italiana è curata dalla Star Comics, che ha cominciato a pubblicarlo nel nostro paese dal 1^ luglio 2001. Dal 20 ottobre del 1999, il manga è stato adattato in una serie televisiva anime, prodotta dalla Toei Animation e trasmessa ancora oggi in Giappone su Fuji Tv, l’edizione italiana è edita da Merak Film ed è andata in onda su Italia 1 dal 5 novembre 2001 per poi continuare su Italia 2 nel 2012; inizialmente intitolata “All’arrembaggio!”, la serie ha avuto diversi cambi di denominazione nel corso delle stagioni, fino ad assestarsi sull’originale One Piece.

 

 

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