One Piece: L’epopea letteraria di Oda-sensei Vol. 10 (Guerra dei Vertici)

Una guerra che ha sconvolto il mondo: parliamo dello scontro tra il Quartiere Generale della Marina e i Pirati di Barbabianca. L’esecuzione di Ace porta allo scoppio delle ostilità, mentre la morte dell’uomo “più vicino al One Piece” (Edward Newgate) ne segna la conclusione. Nonostante il fulcro della saga siano stati i combattimenti, Oda ha lasciato comunque spazio a diversi spunti di riflessione interessanti. Dalla conquista di Impel Down, che ha una certa sfumatura dantesca, ai motivi scatenanti della Guerra dei Vertici, concludendo con il flashback di Luffy “Capello di Paglia”.

La Divina Commedia e One Piece

Se c’è un qualcosa che non potrà mai essere negato ad Oda, è la sua fenomenale abilità di world-building. Il sensei ha sempre fatto affidamento alla mitologia, letteratura e al folklore giapponese non solo per esprimersi al meglio, ma pare che per strutturare l’arco di Impel Down si sia ispirato all’Inferno di Dante Alighieri. Anche se non in maniera esplicita, ci sono diversi elementi che portano a pensare a quest’opera come fonte d’ispirazione per Oda. La più plateale è la struttura della prigione: essa è divisa in livelli discendenti. Man mano che si scende di livello, la pericolosità dei pirati rinchiusi nelle celle è maggiore.

  • Nel primo livello, “l’inferno cremisi”, i prigionieri sono costretti a correre attraverso una foresta di foglie appuntite come aghiRagni velenosi e guardie sono al loro costante inseguimento. Il rosso della foresta è dato dallo spargimento del loro sangue. Questa pena ricorda quella degli ignavi, costretti ad inseguire una bandiera mentre venivano punti da vespe e mosconi, disperdendo il loro sangue.
  • Nel secondo livello, “l’inferno delle bestie”, i prigionieri sono inseguiti da alcune spaventose creature attraverso i corridoi del piano. Questa pena ricorda quella degli scialacquatori, inseguiti e dilaniati dalle cagne.
  • Nel terzo livello, “l’inferno della fame”, i prigionieri sono costretti a sopportare il caldo torrido proveniente dal quarto livello, venendo nutriti con poco cibo e acqua. A differenza dei restanti livelli, questo sembra trarre spunto dal Purgatorio e non dall’Inferno, nel quale coloro che furono golosi in vita vengono ora tormentati da fame e sete.
  • Nel quarto livello, “l’inferno rovente”, i condannati devono spostare dei grossi tronchi. Sono sottoposti costantemente al tremendo caldo generato da un calderone pieno di sangue, alimentato da un incendio. Questa pena ricorda sia quella di avari e prodighi, costretti a trasportare grossi massi, sia quella dei violenti verso il prossimo, immersi nel fiume di sangue bollente, il Flegetonte.
  • Nel quinto livell0, “l’inferno ghiacciato”, i prigionieri sono lasciati a loro stessi in una landa gelata, nella quale nemmeno i lumacofoni funzionano per il troppo freddo. La pena ricorda quella dei traditoriimmersi nel ghiaccio senza potersi muovere.
  • Nel sesto livello, “l’inferno infinito”, sono rinchiusi prigionieri talmente pericolosi da dover essere eliminati dalla storia. Tra questi abbiamo sia i condannati a morte che coloro a cui è stato assegnato l’ergastolo. È ricavabile un parallelismo con la Giudecca, la parte più profonda dell’Inferno Dantesco, nella quale è presente Lucifero (che rappresenta i traditori dei benefattori) . Anche ad Impel Down abbiamo qui rinchiusi dei traditori di benefattori, come Jinbe, Doflamingo e Crocodile, che tradirono il Governo Mondiale e Shiryu che tradì direttamente Magellan.

Le similitudini non finiscono qui. In primo luogo, per entrare all’Inferno i peccatori dovevano prima attraversare l’Acheronte ed essere giudicati da Minosse, che ne stabiliva la condanna. Ad Impel Down, invece, esiste una sorta di ritopurificatorio“, un “battesimo”, che consiste nell’immersione di ogni criminale all’interno di un calderone colmo d’acqua ad una temperatura di 100°. In secondo luogo Luffy, proprio come Dante (che intraprende un viaggio nell’Inferno nonostante sia ancora vivo), intraprende il suo nella prigione nonostante non sia un detenuto. E, se Dante ha riconosciuto persone come Ulisse ed il conte Ugolino, durante il suo viaggio Luffy riconosce ed interagisce con diversi dei condannati, come Buggy, Mr. 3 e Crocodile.

La famiglia, da Barbabianca a Cappello di Paglia

Sebbene quella di Marineford non sia altro che guerra, brutalità e spargimenti di sangue, tutto questo ha fondamenti nell’amore verso la propria famiglia. La condanna di Ace in pubblica piazza, organizzata dalla Marina puntando alla testa di Barbabianca, ha mosso più di una persona. Sappiamo tutti bene come funzionano i meccanismi dietro ai Pirati di Barbabianca. Chiunque porti quel baffuto Jolly Roger sulla schiena diventa come un figlio per Newgate, come se la ciurma fosse una grande famiglia. Infatti, saputa della cattura di Pugno di Fuoco, diffusa in tutto il mondo, ciurme alleate e le 16 divisioni dei Pirati di Barbabianca si sono dirette a Marineford per salvare il proprio compagno. Per quanto, messa su questo piano, possa sembrare un banale concetto “tipico da Shōnen”, il concetto di famiglia in particolare per Barbabianca è molto più radicato e profondo. Quando venne trafitto da Squardo, uno dei capitani delle flotte a lui alleate, egli non provò alcun tipo di rimorso o rabbia verso il pirata, ma decise di accettare il suo sbaglio in quanto suo padre e di perdonarlo, con grande stupore di tutti i presenti. Sarà poi per salvare la sua famiglia che ordinerà ai suoi figli di abbandonare Marineford e tornare nel Nuovo Mondo. Purtroppo, saranno proprio i suoi valori ciò che alla fine lo condanneranno

Sei un figlio incredibilmente stupido!! Ma nonostante ciò… ti amo lo stesso figlio mio…

Anche il nostro amato pirata dal Cappello di Paglia sarà mosso dalla cattura di Ace, suo fratello. Non si fermerà davanti a nulla pur di raggiungere quel patibolo, Ammiragli o Mihawk che sia. Neppure suo nonno Garp è stato in grado di bloccarlo e Luffy è riuscito a liberare Ace dalle catene. Nel bene o nel male sembrava si fosse arrivati ad un lieto fine, Barbabianca si era dovuto sacrificare ma i fratelli erano riusciti a riunirsi. Tuttavia, non avevano ancora fatto i conti con il nemico peggiore, l’Ammiraglio Akainu. Ceduto alle sue provocazioni, Ace verrà brutalmente sconfitto e poi ucciso per proteggere Luffy dal pugno di Sakazuki. È così che il sipario si chiuse sulla vita del figlio di Roger, con il sorriso di chi è morto senza rimpianti. Luffy, però, è tutt’altro che sorridente, il crollo psicologico e una sorta complesso di inferiorità nato dal non esser riuscito a fare niente per impedire la morte del fratello lo porteranno alle soglie della pazzia e solo rifugiandosi nei suoi nakama, i suoi compagni, riuscirà a superare la morte di Ace.

Padre… e tutti voi ragazzi… anche se non ho mai combinato nulla di buono nella vita, anche se il sangue che scorre nelle mie vene è quello di un demone… tutti voi mi avete sempre amato… grazie!

Sabo e la ricerca libertà

Salperemo per il mare a tutti i costi e ci guadagneremo la nostra libertà! Voglio vedere il mondo in tutta la sua gloria e scrivere un libro sulle mie scoperte!

Un flashback che è garbato ad alcuni e che ha fatto storcere il naso ad altri, ecco la storia del trio di fratelli Ace, Sabo e Luffy. Oltre che per approfondire il passato di Luffy, essa è fondamentale per l’introduzione del personaggio di Sabo. Il ragazzino, come i suoi fratelli, è uno spirito libero e, come loro, desiderava ardentemente diventare un pirata libero. Per scappare dal mondo che detestava, che gli andava stretto, decise di prendere il mare, poiché non esiste persona più libera di un pirata. Per sua sfortuna, uscendo per mare intralcerà il passaggio dei simboli dell’opposizione alla libertà, i Draghi Celesti. Senza pietà la sua nave venne affondata. Verrà in suo aiuto l’uomo che aveva già incontrato a Goa, Dragon, il capo dell’Armata che lotta per la libertà del popolo, i Rivoluzionari. Sotto la sua ala il giovane crescerà ignaro del suo passato, avendo accidentalmente perso la memoria, ma la notizia della morte di Ace farà riaffiorare tutto…

C’è qualcosa in questo quartiere più rivoltante della stessa montagna di rifiuti… le persone qui sono marce dentro! Se rimango qui… non sarò mai libero! Mi vergogno così tanto di essere nato nobile!

 

One Piece (ワンピース) è un manga scritto e disegnato da Eiichiro Oda che dal 19 luglio 1997 compare settimanalmente sulla rivista giapponese Weekly Shonen Jump. L’edizione italiana è curata dalla Star Comics, che ha cominciato a pubblicarlo nel nostro paese dal 1^ luglio 2001. Dal 20 ottobre del 1999, il manga è stato adattato in una serie televisiva anime, prodotta dalla Toei Animation e trasmessa ancora oggi in Giappone su Fuji Tv, l’edizione italiana è edita da Merak Film ed è andata in onda su Italia 1 dal 5 novembre 2001 per poi continuare su Italia 2 nel 2012; inizialmente intitolata “All’arrembaggio!”, la serie ha avuto diversi cambi di denominazione nel corso delle stagioni, fino ad assestarsi sull’originale One Piece.

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