One Piece: L’epopea letteraria di Oda-sensei Vol. 14 (Whole Cake Island)

Whole Cake Island è LA saga delle famiglie. Questo è un concetto da sempre analizzato e proposto nei vari archi narrativi da Oda, nelle sue forme più disparate. Abbiamo avuto legami di sangue come quelli di Doflamingo e Rosinante, legami di fratellanza (non di sangue) come quello fra Luffy, Ace e Sabo. Gli stessi Pirati di Cappello di Paglia sono per Luffy una seconda famiglia, i nakama da proteggere come fossero un tesoro. Mai però, prima di Whole Cake Island, Oda aveva fatto della famiglia e dei legami familiari il fulcro di un intero arco narrativo. Non a caso, infatti, il sensei ha portato i nostri protagonisti nel territorio di Big Mom, l’imperatrice che usa la sua famiglia per governare mossa da interessi personali. Oda ci pone davanti a tre concezioni di famiglia e le analizza capitolo dopo capitolo, facendo risaltare tutte le differenze.

Famiglia: Tra illusione e realtà

In primo luogo abbiamo la matriarcale famiglia Charlotte, che non dà ai legami i valori che dovrebbero avere. Big Mom stessa usa i figli come mezzo per ottenere guadagni. Lo vediamo con Lola, costretta dalla madre a sposare Loki, il principe dei Giganti di Elbaf, oppure con Pudding, che avrebbe dovuto “sposareSanji Vinsmoke per sancire l’alleanza tra Pirati Charlotte e Germa 66. La stessa Linlin attribuisce alla vita dei propri figli un senso fine all’utilità, o arricchiscono in qualche modo la madre portandole beneficio, o possono tranquillamente morire. Un legame basato sull’apparenza possiamo dire, visto che neanche tra tutti i fratelli e le sorelle Charlotte scorre buon sangue, proprio come la stessa Totto Land: un regno dove sembra che tutte le creature del mondo vivono in pace, ma che in realtà sono regolarmente costrette a pagare pegno con la loro anima.

La seconda famiglia analizzata è quella Vinsmoke, che al contrario della prima è esclusivamente patriarcale. Sebbene la visione che ha dei figli possa, per alcuni versi, sembrare molto simile a quella di Big Mom, Judge a conti fatti è come succube del suo stesso orgoglio. Egli non è come i figli, ha dei sentimenti e dimostra di tenere a loro. Semplicemente non vuole accettare Sanji perché vede in lui il fallimento dei suoi esperimenti (ma su questo ci torneremo più avanti). E soprattutto non c’è malvagità in questa sua azione o Luffy, che è una delle persone che meglio comprende i veri sentimenti degli altri, non gli avrebbe parlato con la sua solita spensieratezza (al contrario di quanto ha fatto in passato con villain del calibro di Crocodile, Teach o Doflamingo). Oda ha scelto di usare Judge e il Germa per affrontare soprattutto altre tematiche, quelle etiche: abbiamo visto il Germa compiere esperimenti sugli esseri umani e sulla clonazione, facendo schierare il lettore dalla parte del ripudio (Sanji) o da quella dell’approvazione (Germa 66).

Judge: “Cosa significa lui per te, Luffy “Cappello di Paglia”? Questo è il pericoloso territorio dell’imperatrice Big Mom, dal quale non si può scappare!!! Rischiereste la vostra vita per uno come lui? Sanji è il fallimento del Germa!! La sua pelle non è un’armatura!! Tutto quello che fa è cucinare e non ha un briciolo di sangue reale!! È stato influenzato da inutili emozioni e si mette in pericolo per il bene dei deboli!! La sua mentalità è debole!! È un soldato imperfetto!! È un fallimento!!
Luffy: “Ci vediamo, grazie dell’aiuto!!!”
Judge: “Rispondimi Cappello di Paglia!!!”
Luffy: “Che strano. Perché stava elencando tutte le tue migliori qualità Sanji?”

La terza visione è quella delle famiglia di Bege, una famiglia che si basa solo ed esclusivamente sui veri legami affettivi. Bege ama Chiffon, Chiffon ama Bege ed entrambi amano Pez, loro figliolo, e vogliono a tutti i costi proteggere ciò che hanno. Non a caso, la loro è la famiglia che esce meglio dalla saga, al contrario di Charlotte e Vinsmoke. Indimenticabile lo sparo di Capone ad Oven e la frase rivolta a Pez.

Nel parlare delle varie famiglie, Oda ha lasciato libero spazio alla stesura di personaggi, che hanno avuto o meno un ruolo di rilievo. Abbiamo nuovi personaggi davvero ben riusciti come Katakuri, protagonista di un bellissimo scontro con Luffy, di ideali e rispetto prima che della singola forza bruta, o come Mont dOr e Perospero, geniali strateghi della famiglia Charlotte in grado di capovolgere la situazione a loro vantaggio e dotati di frutti, quello di Mont d’Or in particolar modo, interessanti ed insidiosi. Brook è stato senza mezzi termini fondamentale per la riuscita della missione: è stato in grado di copiare i tre Poneglyph di Big Mom e senza paura l’ha sfidata e combattuta nonostante fosse ben conscio della forza dell’imperatrice. Anche lo stesso Bege ha avuto momenti di spicco, sia durante la prima parte del Tea Party che in seguito nella fuga.

Tu sei in grado… di prevedere di poco il futuro. Ma non importa… perché chiunque ha in sè il potere… di modificare il proprio futuro!  (Bege rivolto a Katakuri)

Personaggi ottimi, certo, ma non hanno ricevuto il trattamento che al contrario hanno avuto Sanji e “Big Mom” Charlotte Linlin, che hanno goduto di un’analisi molto più approfondita.

Big Mom è l’imperatrice spietata e incurante del valore della vita, un mostro incapace di controllarsi e privo di freni soprattutto a causa del suo carattere infantile. Tuttavia, Linlin non è sempre stata così, tutto questo è semplicemente figlio della noneducazione ricevuta da Madre Carmel ai tempi di Elbaf. Lei non le ha mai insegnato il rispetto verso gli altri o la differenza fra giusto e sbagliato, così da poter vendere alla marina una creatura ingenua e facilmente manipolabile. Le è sempre stato perdonato tutto, incondizionatamente. Non a caso il suo sogno è una visione totalmente distorta della pace, basata sulla violenza e sull’affermazione della forza. La sua infantilità l’ha portata a porre il cibo sopra ogni altra cosa e le crisi alimentari hanno portato caos e distruzione ovunque fosse, persino nei suoi stessi territori. Ironia della sorte, fu proprio questa non-educazione a condannare Madre Carmel, divorata assieme ai bambini della casa delle pecorelle da una piccola Linlin in una sorta di trance alimentare. E così il bocconcino manipolabile della Santa Madre passò a Streusen, che la raggirò ed approfittò della sua forza. Nulla da dire, la caratterizzazione di Big Mom è stata approfondita a 360°.

Per quanto riguarda Sanji, ciò che è uscito dalla matita di Odasensei in questo arco narrativo è stata la rifinitura di un personaggio, dal punto di vista caratteriale e della sua evoluzione. Oda ha scelto il mezzo con cui Sanji si è sempre espresso nell’opera per parlare di lui, che è anche il motivo per cui Luffy l’ha reclutato nella sua ciurma: Sanji è un cuoco e cucina per coloro che hanno fame. Questo suo motto l’ha accompagnato sin dalla sua prima presentazione al Baratie fino ai territori dell’Imperatrice Big Mom. Di fronte alla crisi alimentare di Linlin, ha accettato di preparare una seconda torta nuziale assieme a Pudding e Chiffon. La preparazione è uno sfoggio delle sue abilità uniche: solo con l’ausilio dell’olfatto si è dimostrato in grado di riconoscere tutti gli ingredienti usati da Streusen nella preparazione della sua torta, persino i sapori segreti. Sotto la sua guida la preparazione procede a gonfie vele e risultato è tale da stendere sia uno dei WCI 31 che Bege dalla dolcezza.

Whole Cake Island lo pone di fronte alla sua famiglia, grazie ad un flashback ambientato prima del suo incontro con Zeff, che l’ha sempre ripudiato e trattato come un fallimento. Da ciò che possiamo veder, però, Sanji è l’esatto opposto di un fallimento, quanto il perfetto equilibrio tra forza e nobiltà danimo, che l’ha sempre portato a sacrificarsi per il bene degli altri, cosa che fa notare anche Judge a Luffy. L’arco narrativo stesso inizia con un suo sacrificio, compiuto per proteggere i suoi nakama. Vito aveva la pistola puntata alle loro tempie e i Pirati Firetank sarebbero stati disposti a tutto pur di portare a compimento il compito affidato da Big Mom, ovvero portare Sanji a Totto Land per farlo sposare con Pudding. In quel momento di difficoltà ha scelto di sacrificare se stesso, similarmente a come fece Robin a Water 7 si potrebbe pensare, ma in due contesti molto differenti, in quanto in quel momento Capone poteva disporre a piacimento delle vite dei compagni di Sanji, pur di costringerlo a collaborare. Arrivati nel territorio di Big Mom la musica non cambia, Judge minaccia di prendere la vita di Zeff e dei cuochi del Baratie pur di avere il totale controllo sul figlio; egli non risponderà nemmeno ai colpi ripetuti dei fratelli quando metteranno in mezzo gli ostaggi nell’East Blue, preferendo farsi picchiare piuttosto che mettere in pericolo altre persone. Ma non è un qualcosa di nuovo, più volte Sanji ha dimostrato di essere il tipo di persona che pone gli altri prima di se stesso, come quando a Skypiea prese in pieno il fulmine al posto di Nami. Tuttavia questa volta pur di proteggere i suoi compagni aveva deciso di rinunciare al suo viaggio ed al suo sogno.

Sarà Luffy nel loro scontro a fargli capire, rifiutandosi di colpire il suo compagno, che sacrificarsi non è un’opzione considerabile. Ma Sanji non ha mai smesso di pensare a loro, chiederà prima a Big Mom di lasciarli ripartire e calcerà Bobbin quando egli cercherà di mangiare il cibo destinato al suo capitano. È proprio in quella notte di pioggia che abbiamo potuto assistere alla pacificazione di Sanji con se stesso e con i suoi compagni.

Anche se mi hai preso a calci… anche se mi hai colpito con violenza… l’unico a provare dolore sei stato tu! 

Da sottolineare, in conclusione, come anche sotto queste costrizioni i principi di Sanji siano rimasti sempre ben saldi. Non si farà problemi a difendere Cosette, la capocuoco dei Germa, non si tratterrà dall’insultare il fratello Niji per il cibo sprecato e si opporrà con tutto se stesso all’idea di Capone di avvelenare la torta, per far si che fosse la bontà della torta a stendere l’imperatrice (era così che SAREBBE DOVUTA andare, non è vero Oda-sensei?)

 

One Piece (ワンピース) è un manga scritto e disegnato da Eiichiro Oda che dal 19 luglio 1997 compare settimanalmente sulla rivista giapponese Weekly Shonen Jump. L’edizione italiana è curata dalla Star Comics, che ha cominciato a pubblicarlo nel nostro paese dal 1^ luglio 2001. Dal 20 ottobre del 1999, il manga è stato adattato in una serie televisiva anime, prodotta dalla Toei Animation e trasmessa ancora oggi in Giappone su Fuji Tv, l’edizione italiana è edita da Merak Film ed è andata in onda su Italia 1 dal 5 novembre 2001 per poi continuare su Italia 2 nel 2012; inizialmente intitolata “All’arrembaggio!”, la serie ha avuto diversi cambi di denominazione nel corso delle stagioni, fino ad assestarsi sull’originale One Piece.

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