One Piece: L’epopea letteraria di Oda-sensei Vol.5 (Jaya)

Skypiea, la terra celeste che si erge a 10.000 metri dal suolo, è stato uno dei teatri più iconici tra quelli nati della matita di Eiichiro Oda. Lo scontro di ideali già visto ad Alabasta apre le porte alle guerre a sfondo religioso e ad uno dei flashback meglio riusciti dell’intera serie! Ma facendo un breve passo indietro, di una decina di capitoli, possiamo assistere alla rappresentazione di una delle tematiche centrali di One Piece, quella dei sogni.

Jaya, tra sogni e pirati

“I sogni degli uomini non finiranno mai!”

È difficile trovare una frase che meglio rappresenti One Piece, più di quanto già non lo faccia questa… e chi poteva pronunciarla se non Marshall D. Teach, il pirata sognatore per eccellenza! Come disse Gol D. Roger, ci sono cose che non possono essere fermate e tra queste ci sono proprio i sogni delle persone. Jaya è un arco narrativo fortemente influenzato da queste utopie, che ha in loro il suo fulcro. L’avventura inizia con il sogno di Luffy di raggiungere l’utopica Isola nel cielo, sogno di cui i pirati di Bellamy si prendono gioco e sarà proprio per difendere quello stesso sogno che Cricket si troverà ridotto in fin di vita. Se un uomo ha necessariamente bisogno di sogni, allora un uomo che non ne ha è un uomo vuoto. Un pirata che naviga in questo mare senza sogni è come se cercasse di navigare senza avere l’imbarcazione, è praticamente già sconfitto in partenza.

“Lascia che ridano di te! Chiunque punti in alto… si troverà spesso coinvolto in battaglie che non si possono vincere con la forza!”

L’incontro con Teach è fondamentale da questo punto di vista. Oltre a mettere in luce tutto ciò, delinea immediatamente la paradossale somiglianza tra lui e Luffy. I due si contrappongono ed allo stesso tempo si somigliano. Entrambi sono pirati sognatori provenienti dal basso, che si sono costruiti da soli la propria fama. Tuttavia, mentre Luffy guadagna forza e fama attraverso il coraggio, il suo senso di giustizia, l’onestà e l’aiuto di amici e compagni che riesce a trovare durante tutto il suo viaggio; Teach ottiene tutto questo agendo nellombra, grazie a tradimenti, assasinii e le momentanee debolezze dei suoi nemici. Nonostante il loro pensiero condiviso, secondo il quale i sogni non possono mai essere abbandonati, la contrapposizione dei loro metodi si riflette perfettamente in questo arco narrativo e sarà la base per lo svolgimento degli eventi futuri che li caratterizzeranno.

Nella locanda di Mock Town, Luffy e Zoro avevano indubbiamente capito la reale natura di Bellamy e dei suoi, pirati vuoti, interessati solo al guadagno materiale, che non possono che ridicolizzare i sogni degli altri pirati definendoli illusioni, non comprendendone l’importanza. Decisero quindi di non intraprendere uno scontro inutile e di rispettare il patto fatto a Nami. Una grande esortazione del mangaka a non smettere mai di sognare e di credere nelle proprie aspirazioni, nelle fantasie, di andare oltre le parole delle altre persone, persone che magari semplicemente non avevano abbastanza coraggio per provarci. Alla fine, Teach prende le parti dei protagonisti, elogiandone il coraggio e congratulandosi con loro per aver vinto una battaglia non di pugni, bensì di ideali. Nelson Mandela disse “Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso” e non è certamente Luffy a finire a terra dopo aver calpestato i sogni di altre persone solo per interesse personale.

Assieme a Bellamy, Montblanc Cricket è stato indubbiamente uno dei due grandi coprotagonisti dell’arco narrativo di Jaya. Oda ce lo presenta subito come figlio dei grandi pregiudizi della gente e così come fu deriso fin da piccolo, per via del suo legame di parentela con Noland “Il bugiardo”, quando sbarcherà poi su Jaya verrà isolato dal resto dell’isola e soprannominato “Il disadattato di Jaya”. Tuttavia, nonostante lo nasconda dietro la sua figura burbera e scontrosa, egli crede fermamente in Noland, nelle sue parole e nella sua onestà, tanto da intraprendere la ricerca dell’oro di cui parlava. Con il tempo, però, le sue ricerche sono diventate più che altro sfida contro se stesso e contro proprio Noland. Ma come ad una fiammella sopita viene data nuova vita grazie a ulteriore materiale da ardere, lo spirito d’avventura di Cricket verrà riacceso dalla banda di Luffy, pronta a buttarsi a capofitto nella ricerca dell’Isola nel cielo. È proprio qui che tornano le parole di Teach: lo scontro con i pugni potrà anche averlo vinto Bellamy ma quello più importante, lo scontro di ideali, l’ha indubbiamente vinto Cricket, forte dell’aver trovato nuove persone che condividono il suo stesso sogno.

Cricket sarà persino pronto a lasciar perdere le statuette doro rubate da Bellamy, per le quali aveva speso anni ed anni di ricerche a discapito della sua salute, tutto questo solo per potersi dedicare al riparare la nave e permettere ai suoi nuovi amici di proseguire nel loro sogno di raggiungere i cieli. Indimenticabili le sue parole all’addio rivolte Cappello di Paglia: “Finora nessuno è mai riuscito a provare che la Città d’Oro e l’Isola nel cielo non esistano davvero! La gente potrà deriderci ma chi se ne frega! Ciò che conta è solo lo spirito d’avventura!”.

 

One Piece (ワンピース) è un manga scritto e disegnato da Eiichiro Oda che dal 19 luglio 1997 compare settimanalmente sulla rivista giapponese Weekly Shonen Jump. L’edizione italiana è curata dalla Star Comics, che ha cominciato a pubblicarlo nel nostro paese dal 1^ luglio 2001. Dal 20 ottobre del 1999, il manga è stato adattato in una serie televisiva anime, prodotta dalla Toei Animation e trasmessa ancora oggi in Giappone su Fuji Tv, l’edizione italiana è edita da Merak Film ed è andata in onda su Italia 1 dal 5 novembre 2001 per poi continuare su Italia 2 nel 2012; inizialmente intitolata “All’arrembaggio!”, la serie ha avuto diversi cambi di denominazione nel corso delle stagioni, fino ad assestarsi sull’originale One Piece.

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