One Piece: Episode A, Novel vs Manga (Capitolo 1)

Senza ombra di dubbio, il contenuto più atteso del One Piece Magazine 10 era il primo capitolo dell’adattamento manga della Novel A, scritto da Ryo Ishiyama e disegnato da Boichi (mangaka conosciuto principalmente per “Sun Ken Rock” e “Dr. Stone“). Il risultato finale è stato certamente godibile e le aspettative non sono state disattese, ma nella nostra mente è sorta domanda: questo adattamento è all’altezza della light novel di Shou Hinata e Tatsuya Hamazaki da cui è tratto? Per rispondere a questa domanda, è necessario fare un esaustivo confronto tra le due opere!

Riassunto novel

Nei primi passi della novel facciamo la conoscenza di un giovane naufrago mascherato, un aspirante scrittore che più avanti prenderà il nome di Deuce. Egli si trova bloccato su un’isola del Mare Orientale, dalla quale non può fuggire a causa delle particolari correnti che la circondano; poco dopo incontra Ace, un ragazzo che è naufragato proprio come lui. Ace è sin da subito molto caloroso e amichevole con lui e gli propone immediatamente di costruire insieme un’imbarcazione per fuggire. Nonostante la diffidenza di Deuce, Ace comincia a chiedergli diverse cose, arrivando però a toccare un tasto delicato: il suo rapporto con la famiglia. Egli è figlio di un’importante famiglia di medici che, visti i suoi pessimi risultati in medicina, non lo ha mai considerato minimamente. Anche le persone generalmente lo evitavano, compresi coloro che Deuce considerava suoi amici. Ace, invece, inizia a parlargli di quanto gli manchi suo fratello Luffy e questo porta Deuce a provare invidia e rabbia verso l’apparentemente felice situazione familiare di Ace. Ignaro di chi sia in realtà il padre di Ace, Deuce arriva a dire che solo il figlio di Gol D Roger non sarebbe stato felice, facendo crollare moralmente Ace. Dalla sua reazione, capisce che in realtà ha avanti proprio il figlio di Roger e si allontana da lui, tormentato da sentimenti contrastanti.

I giorni passano e la resistenza di Deuce è sempre più vicina al limite, mentre Ace cerca ancora invano di scappare dall’isola. Il ragazzo mascherato decide di andare ad osservarlo da lontano e nota che egli sta tenendo in mano uno strano frutto. Accecato dalla fame, Deuce decide di uccidere Ace per prendergli il frutto quando, improvvisamente, il suo stomaco inizia a brontolare. Ace lo scopre ma crede che sia tornato per aiutarlo a costruire la barca e, vedendo le sue pessime condizioni, decide di offrigli il frutto. Commosso dalla sua bontà d’animo, Deuce capisce il tipo di persona che è Ace e si rende conto che tutto ciò che prima pensava di lui era solo frutto delle superstizioni delle persone, dovute al suo legame di sangue con Roger. I due decidono di spartirsi il frutto dividendolo a metà ma, dopo averlo mangiato, Deuce si accorge che il corpo di Ace è avvolto dalle fiamme. Dopo un primo momento di sconcerto iniziale, il figlio di Roger si accorge di non star realmente bruciando e i due realizzano che hanno appena mangiato era un Frutto del Diavolo, il Mera Mera. Un’idea balena nella mente di Deuce: la nave che costruiranno per fuggire funzionerà con la potenza di fuoco del suo frutto. Dopo aver passato tempo ad allenarsi nel controllo del frutto e a realizzare la nave, battezzata poi Striker, il duo riesce a salpare e a lasciare Sixis. Mentre sono in mare, Deuce accetta la proposta di Ace di viaggiare assieme, sapendo che così facendo potrà scrivere ottimi racconti di avventura. Con la loro stretta di mano nascono ufficialmente i Pirati di Picche. Il capitolo si chiude con Ace che afferma a gran voce di voler superare suo padre, il Re dei Pirati.

Differenze principali

Pensare di non trovare differenze in due prodotti del genere è praticamente un’utopia. In primis abbiamo differenti tecniche narrative che caratterizzano gli autori; Ishiyama e Boichi offrono una versione più esplosiva e dinamica della storia, incentrata sul frenetico scorrere degli eventi e su sequenzedazione mozzafiato, mentre Hinata ha realizzato una vera e propria analisi introspettiva del personaggio di Deuce in questo primo capitolo. Inoltre, le impostazioni di un manga e di una light novel sono completamente diverse: nel primo è compito del mangaka utilizzare il disegno per raccontare la storia, mentre il secondo, per essere definibile riuscito come prodotto, deve saper innescare la fantasia del lettore e deve portarlo ad immaginare le scene e le sequenze narrate.

– L’isola Sixis

Troviamo una prima differenza nella descrizione dell’isola in cui si trovano Ace e Deuce: da una parte abbiamo un’approfondita descrizione di Hinata, dall’altra abbiamo gli stupendi disegni di Boichi che rappresentano la bella e selvaggia isola. Tuttavia, la ricchezza e la completezza delle informazioni che ci lascia la novel ci permette di avere un quadro molto più completo di quella che è Sixis: l’isola è descritta come ricca di bellezze naturali e secondo alcune leggende, famose tra i marinai, nasconderebbe persino un tesoro, però nessuno osa avvicinarsi alle sue coste. La pericolosità delle sue particolari correnti è invece ben descritta in entrambi i prodotti.

– Il nome “Deuce”

La scelta del nome Deuce è invece completamente diversa nei due prodotti. Nell’adattamento manga è Deuce stesso a scegliere il proprio nome, dopo essere maturato nel corso delle peripezie con Ace su Sixis. Nella novel, invece, è Ace a farlo. Inizialmente, infatti, Deuce dice ad Ace che avrebbe potuto usare il nome “Ace” come pseudonimo per scrivere romanzi. Il ragazzo non può accettarlo, dopotutto è il nome con cui ha intenzione di diventare un grande pirata, ed è in questo momento che pensa al nome “Deuce”. Egli non sa il vero significato della parola e pensa semplicemente che sia un nome simile ad Ace, creando involontariamente un perfetto collegamento fra l’asso, Ace, e il due, per l’appunto Deuce.

– Il ritrovamento del frutto

Un altro passaggio differente è il ritrovamento del frutto Mera Mera. Nel manga lo trova Deuce e lo offre ad Ace in segno di scuse per il suo comportamento, mentre nella novel è Ace a trovarlo. Il pirata, vedendo le pessime condizioni fisiche di Deuce, mostra tutta la sua gentilezza e gli offre il frutto. A seguire, nell’adattamento manga abbiamo un momento molto bello e profondo che vede come protagonista il ragazzo mascherato. Prima di mangiare il frutto, Deuce ripensa alla sua vita, si pente di aver dubitato di Ace e di aver messo in discussione il suo sogno e decide che da quel momento in avanti vivrà senza rimpianti. Qui Ace non proferisce parola, semplicemente sorride.

– L’uccello gigante

La questione dell’uccello gigante e delle scorte di cibo del relitto è una parte introdotta solo nel manga, non presente nella novel originale. I vantaggi ottenuti grazie a questo inserimento sono chiari: Boichi ha potuto realizzare sequenze che hanno aggiunto una parte più dinamica e scenica al capitolo, molto più appetibile al grande pubblico, in cui il mangaka è stato veramente superbo.

Ace-Deuce, la nascita di un’amicizia

Non si possono non spendere due parole in separata sede su quella che probabilmente è la parte più importante dopo la trama, ovvero il rapporto di amicizia e fiducia tra Ace e Deuce, che si è sviluppato ed evoluto in modo differente nella novel e nel manga.

Nel manga, prima della partenza dall’isola, abbiamo un susseguirsi di alti e bassi. Inizialmente i due si accordano per costruire la nave, poi Deuce lo abbandona credendolo un traditore e infine, dopo le vicissitudini della grotta, i due si riappacificano. Un’aggiunta nel manga degna di nota è il dialogo sui sogni e sul Brag Men, durante il quale vediamo Deuce che finalmente si sente accettato per quello che è, dopo essere stato deriso per tutta l’infanzia solo perché credeva a ciò che veniva riportato in quel libro.

Nella novel, come abbiamo anticipato, il tutto è stato costruito in maniera differente. Innanzitutto hanno maggiore spazio il background e la situazione psicologica di Deuce, elementi centrali su cui si fonda la caratterizzazione di un personaggio e assolutamente da considerare per comprenderlo fino in fondo. Sin da subito ci viene presentato come un personaggio mentalmente stremato, che inizia persino un dialogo fittizio con uno scheletro sulla spiaggia. Per sua fortuna, Deuce incontra Ace. All’inizio è sospettoso e rifiuta di aiutarlo, preferendo piuttosto cavarsela da solo. Le premesse, vista l’avversione del ragazzo mascherato ad interagire con lui, non sono ottime e non miglioreranno di certo quando Ace comincerà a fare a Deuce indirettamente domande sulla sua famiglia. Deuce, che ha vissuto una situazione familiare difficile ed essendo invidioso del rapporto che lui ha con suo fratello, gli dice di tornare a casa da lui, visto che gli manca così tanto, e aggiunge che è fortunato ad avere dei genitori che saranno sicuramente preoccupati per lui. Quando Ace, visibilmente rattristato, rivela a Deuce che entrambi i suoi genitori sono morti, Deuce rimane per un momento senza parole, ma decide di non cambiare idea. Egli è convinto che quasi nessuno possa aver vissuto una situazione familiare peggiore della sua, una famiglia che lo odia e non lo considera, e continua ad insistere, dicendo che Ace sicuramente avrà bei ricordi dei suoi genitori. Veniamo così nuovamente catapultati in quello che è il difficile background di Ace: egli non ha ricordi felici, non ricorda nemmeno il volto sua madre e per di più suo padre era un criminale, anzi il criminale per eccellenza, il Re dei Pirati Gol D Roger. Ace non si è mai trovato a suo agio a parlare della propria famiglia e questo non è altro che un nuovo triste tuffo nel passato.

Sono ancora vivide le memorie del capitolo 568, tanto in Ace quanto in noi lettori. Sappiamo benissimo cosa volesse dire per il piccolo Ace essere il figlio del Re dei Pirati, il capro espiatorio che la gente utilizzava per sfogare le proprie insofferenze verso i pirati. Questo però Deuce non poteva saperlo e le parole che pronuncia feriscono Ace ancor più nel profondo dell’animo: “Hai detto che era un criminale? Quindi è già morto. Tu non sei responsabile dei suoi crimini”. Dalle reazioni di Ace, Deuce intuisce l’identità di suo padre e decide di non collaborare con lui e di proseguire per la sua strada, carico di superstizioni. Viene quindi nuovamente messo in risalto il fardello con cui Ace ha dovuto convivere fin dall’infanzia.

Tuttavia, mentre il crollo psicologico di Ace è solo momentaneo, la situazione di Deuce peggiora giorno dopo giorno. Egli cerca invano del cibo in lungo ed in largo per l’isola ma i suoi tentativi sono tutti fallimentari e il massimo che riesce a trovare sono delle formiche, che non alleviano la sua fame. Arriva a rimpiangere il cibo pronto che aveva sempre a casa, persino ciò che da piccolo lasciava nel piatto o evitava di mangiare. Nei giorni successivi riesce a raccogliere qualche sorso di acqua piovana, ma al problema della fame e della sete si aggiunge quello del freddo notturno. Questa situazione lo porta all’esasperazione: vedendo Ace con un frutto in mano, penserà seriamente di ucciderlo per rubargli il frutto, confortando la sua coscienza ripetendosi che a nessuno sarebbe importato se avesse ucciso il figlio del Re dei Pirati. Ironia della sorte, sarà proprio la sua figura a salvarlo quando, messo di fronte al vero Ace, il ragazzo mascherato si accorgerà che tutte le idee che si era fatto su di lui fino a quel momento non erano altro che frutto delle superstizioni. Grazie al carisma del figlio di Roger, la fiamma dei sogni e delle speranze di Deuce prende così nuova vita. Il risultato finale della novel è un vero e proprio crescendo, che parte dall’indifferenza iniziale di Deuce fino alla stretta di mano finale. Un’ottima gestione, nulla da aggiungere.

Commento e conclusioni

Noi reputiamo sia la novel che il manga validissime versioni della storia, entrambe con pregi e difetti. Il lato comico che rispecchia quella che è l’allegria e la spensieratezza di Ace è molto più presente nel manga, così come sono molto d’effetto le tavole di lotta e quelle in cui Ace usa i poteri del suo frutto. D’altro canto il romanzo contiene sequenze descrittive e riflessive che sono veramente su un altro livello rispetto a ciò che è stato trasposto nel manga. Inoltre, Masked Deuce è molto più approfondito nella novel e questo permette al lettore di empatizzare maggiormente con il personaggio e quelle che sono la sua condizione e le sue azioni. Il nostro consiglio è di recuperare entrambi i prodotti, dal momento che Star Comics rilascerà il primo volume della Novel A il 4 Novembre, ma pensiamo che quest’ultimo abbia una maggiore completezza che permette al lettore di godersi a pieno l’opera!

 

One Piece (ワンピース) è un manga scritto e disegnato da Eiichiro Oda che dal 19 luglio 1997 compare settimanalmente sulla rivista giapponese Weekly Shonen Jump. L’edizione italiana è curata dalla Star Comics, che ha cominciato a pubblicarlo nel nostro paese dal 1^ luglio 2001. Dal 20 ottobre del 1999, il manga è stato adattato in una serie televisiva anime, prodotta dalla Toei Animation e trasmessa ancora oggi in Giappone su Fuji Tv, l’edizione italiana è edita da Merak Film ed è andata in onda su Italia 1 dal 5 novembre 2001 per poi continuare su Italia 2 nel 2012; inizialmente intitolata “All’arrembaggio!”, la serie ha avuto diversi cambi di denominazione nel corso delle stagioni, fino ad assestarsi sull’originale One Piece.

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