One Piece: Oda e Watsuki – Amici e colleghi

La scorsa settimana è stato rilasciato l’artbook ufficiale della mostra per il venticinquesimo anniversario di “Kenshin Samurai Vagabondo“, all’interno del quale è presente un’intervista con Eiichiro Oda, l’autore di One Piece, e Nobuhiro Watsuki, l’autore di Kenshin. I due sono ben altro che sconosciuti: prima di diventare un mangaka, Oda lavorò come assistente proprio per Watsuki. Durante l’intervista, i due hanno parlato veramente di tutto: aneddoti, curiosità e opinioni sulle rispettive opere. Ecco a voi un riassunto dell’intervista, realizzato grazie alle informazioni tradotte da Sandman!

Zoro e il suo occhio

Watsuki ha raccontato un particolare molto interessante riguardante l’opera di Oda ed uno dei personaggi principali della serie. Poco dopo l’inizio della serializzazione di One Piece (1997-2002), Oda gli disse che Zoro avrebbe perso un occhio in futuro e, dopo aver sentito ciò, Watsuki accantonò l’idea di creare un protagonista con un occhio solo in “Gun Blaze West“, la sua nuova opera che sarebbe stata preso serializzata. Infatti, voleva evitare che la gente pensasse che Oda gli avesse rubato l’idea. Watsuki aggiunge anche che gli piacerebbe sapere come Zoro abbia perso l’occhio ma Oda non ha risposto a questa domanda.

Aneddoti e frammenti del periodo da assistente

Illustrazione di Watsuki realizzata nel 2007 per celebrare i 10 anni di serializzazione di One Piece!

Quando conobbe per la prima volta Oda, che aveva all’incirca 19-20, Watsuki notò che il ragazzo dimostrava meno anni di quelli che realmente aveva ed iniziò a chiedersi se avrebbe svolto un lavoro decente come assistente. In breve tempo, realizzò che non c’era nulla di cui preoccuparsi. Oda lavorò come assistente di Watsuki per circa 4 mesi. Chiaramente, quel lavoro sarebbe dovuto essere una sorta di rampa di lancio. Infatti, proprio come gli assistenti di Tsukasa Hōjō divennero con il tempo mangaka (il nome più di spicco è sicuramente Takehiko Inoue, autore di Slam Dunk e Vagabond), il piano dell’editor Hisashi Sasaki era quello di portare giovani promettenti a lavorare in uno studio tutti assieme, farli entrare in competizione e farli così migliorare. Oda e gli altri assistenti non si lamentavano quando Watsuki li rimproverava per i loro lavori, dato che riponevano grande fiducia in lui. Questo era anche frutto del loro rapporto, che non era la classica relazione maestroallievo. Si sentivano dei veri e propri compagni, Watsuki incluso, dal momento che erano tutti quasi coetanei (Oda aveva 5 anni in meno rispetto a Watsuki e gli altri assistenti avevano circa la stessa età di Oda). Al tempo, Oda pensava a quei momenti come i più felici della sua vita. Oda si trasferì anche da Kumamoto a Tokyo, vicino alla casa del suo maestro, non sapendo dove andare a vivere. Quando arrivò il momento di disegnare il primo capitolo di One Piece, egli dovette usare la fotocopiatrice dello studio del suo maestro, non avendone una. Ovviamente fece leggere “Romance Dawn“, il prototipo di One Piece, a Watsuki e lui gli consigliò di perfezionare il comportamento di Luffy, così che i lettori potessero immedesimarsi meglio delle sue azioni.

Oda e Watsuki, un rapporto che va oltre il tempo

Oda, oltre che suo assistente, era un fan del suo manga. Aveva apprezzato molto la lettura della battaglia di Kenshin contro l’Oniwabanshu. Oda ha persino riletto l’opera prima dell’intervista, ma ad un tratto si è trovato a chiudere imbarazzato un volume alla vista di un personaggio femminile che disegnò lui al tempo. Watsuki dice che assomiglia più a Nami che indossa un kimono piuttosto che un personaggio di Kenshin. Questo è frutto di una forte convinzione di Oda: egli credeva che i suoi disegni sarebbero dovuti essere molto differenti da quelli degli altri mangaka, anche nei suoi lavori da assistente. Non voleva essere influenzato dagli altri autori, altrimenti la sua originalità sarebbe sparita con il tempo. Il sensei ha anche fatto una digressione sul suo stile di disegno, dicendo che secondo lui la pressione esagerata che imprime sul suo pennino non è adatta ai disegni digitali su tablet. I dispositivi digitali permettono molto facilmente di correggere errori e Oda pensa che finirebbe per passare troppo tempo a correggere i suoi disegni. Tornato a parlare del suo maestro, egli ha affermato che secondo lui Watsuki assomiglia molto a Kenshin quando disegna, dato che entra in una fase di estrema serietà. Dal canto suo, Watsuki spende solo parole di ammirazione per Eiichiro Oda, riferendosi a lui come “genio” durante l’intervista.

Was reading Rurouni Kenshin, Oda used to be Watsuki's assistant...this look familiar? : OnePiece

Ronuni Kenshin, capitolo 161

Non a caso, troviamo diverse citazioni a Oda e One Piece all’interno di Kenshin: in un capitolo di Kenshin appare un hotel chiamato “Odaya” (nonostante fosse l’idea di un altro assistente) e nel capitolo 161 disegnò il Jolly Roger della ciurma di Cappello di Paglia per festeggiare la serializzazione di One Piece. Quando lesse il capitolo 1, Watsuki si convinse del fatto che in futuro One Piece avrebbe dominato le classifiche di popolarità tra i lettori giapponesi. Rimase molto colpito dalla frase di LuffyDiventerò il Re dei Pirati“, in giapponese “Kaizoku Ou ni ore wa naru“. Essa infatti non è grammaticalmente corretta, ma suona decisamente meglio di “Ore wa Kaizoku Ou ni naru” (Fatto già menzionato dalla doppiatrice di Luffy).

Chiaramente, durante l’intervista si è anche parlato della mostra e Watsuki ha rivelato di provare un certo imbarazzo, siccome pensa che i suoi disegni non siano belli tanto quanto quelli di altri illustratori professionisti, quindi ha evitato di parlarne molto. Oda termina l’intervista dicendo: “Hai una personalità pazzesca, Watsuki-sensei. Probabilmente le persone amano ‘Kenshin samurai vagabondo’ per la tua serietà verso i fan. Loro capiscono a pieno, quindi amano Watsuki-sensei. Speriamo che disegnerai manga per sempre.

 

One Piece (ワンピース) è un manga scritto e disegnato da Eiichiro Oda che dal 19 luglio 1997 compare settimanalmente sulla rivista giapponese Weekly Shonen Jump. L’edizione italiana è curata dalla Star Comics, che ha cominciato a pubblicarlo nel nostro paese dal 1^ luglio 2001. Dal 20 ottobre del 1999, il manga è stato adattato in una serie televisiva anime, prodotta dalla Toei Animation e trasmessa ancora oggi in Giappone su Fuji Tv, l’edizione italiana è edita da Merak Film ed è andata in onda su Italia 1 dal 5 novembre 2001 per poi continuare su Italia 2 nel 2012; inizialmente intitolata “All’arrembaggio!”, la serie ha avuto diversi cambi di denominazione nel corso delle stagioni, fino ad assestarsi sull’originale One Piece.

 

 

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