One Piece: Popolo e giornali, il “trompe l’oeil” di Oda

Un ringraziamento particolare a @JuniorJ0 e @Doc_Q per la partecipazione

Verità, bugie, inganni; notizie insabbiate, manipolate e diffuse. One Piece è una storia che viene spesso e volentieri portata avanti dalle notizie dei giornali e dalle persone che vivono di riflesso le relative vicende. Quanto, però, questo influenza i personaggi, noi lettori e la nostra percezione dell’opera?

Il Trompe l’Oeil

Trompe lOeil è un termine francese che si può tradurre letteralmente con “Inganna l’occhio“. Questo fa riferimento alla creazione di opere dipinte sui muri o su pannelli, che servono per creare illusioni ottiche come spazi inesistenti, tipo finte finestre o porte, che si spalancano su paesaggi, altri ambienti o spazi esterni. Ovviamente, puntando all’inganno, l’autore deve cercare di usare quanti più accorgimenti possibili per impedire che questo venga svelato. È proprio leggendo questa definizione e riflettendo sulla struttura dell’informazione nel mondo di One Piece che non si può fare a meno di collegare le due cose.

Le chiavi dell’informazione

All’interno di One Piece, Oda usa da sempre i media per farci recepire informazioni. Allo stesso tempo, però, li descrive come un mondo corrotto e manipolato, che più volte è stato sfruttato per scopi che vanno oltre l’informazione e la cronaca. Sin dall’inizio della storia, in quanto osservatori esterni, abbiamo potuto constatare come determinate notizie fossero state manipolate prima della diffusione: basti pensare ai fatti di Alabasta, passati ai posteri come una vittoria della Marina ottenuta per mano di Smoker e Tashigi, o ai fatti di Impel Down, oscurati al pubblico per non creare scompiglio e disordini generali.

Il sistema, per ovvie ragioni, è quasi monopolizzato dal Governo Mondiale e finora c’è stata solo una persona a noi nota iin grado di opporsi alla censura: “Big News” Morgans, il presidente del “World Economic Newspaper” (WENP). I fatti del Reverie sarebbero dovuti essere insabbiati, ma la loro importanza e l’orgoglio giornalistico del presidente l’hanno fatto mettere persino contro il governo.

Il ruolo dei giornali

Un compito fondamentale nel meccanismo è svolto dai molteplici giornali del mondo di One Piece: abbiamo il già citato WENP, le testate giornalistiche Mizu Mizu e Water Water di Water 7, il Tottoland News e chissà quanti altri. Non è un caso se più e più volte vediamo personaggi leggere giornali nel corso della storia, in qualsiasi arco narrativo: Crocus all’arrivo ai Promontori Gemelli, la vecchia Nyon ad Amazon Lily, Monet a Punk Hazard. È stato persino dedicato un intero arco di miniavventure alla diffusione della notizia del ritorno della ciurma di Cappello di Paglia. Sono sempre stati e continueranno ad essere un motore fondamentale per One Piece. Basti pensare al sistema delle taglie, che vengono rese pubbliche proprio grazie alle edizioni dei giornali e chiaramente indirizzate agli scopi primari del governo.

La taglia della piccola Nico Robin al tempo era spropositata, impensabile per una bambina di 9 anni, eppure è servita al governo per alimentare la storia dei Demoni di Ohara, i malefici archeologi che cercarono di decifrare i Poneglyph, le scritture proibite. Certo, erano persone che lo facevano per il bene della storia, minacciando il controllo del governo. Eppure, dall’alto dell’ampiezza del punto di vista di noi lettori, non possiamo fare a meno di notare come la gente comune, che si informa leggendo proprio quei giornali e che si è trovata una montagna di soldi sulla testa di una bambina, non poté fare altro che crederci. Lo stesso vale per la notizia della distruzione della base di Baltigo, che molto probabilmente aveva lo scopo di stroncare gli spiriti ribelli che andavano nascendo in tutto il globo.

Questi mezzi non sono stati utilizzati solo per controllare l’opinione pubblica, visto che più volte nel corso della storia alcuni personaggi li hanno usati per i propri scopi: Doflamingo, grazie alla sua spaventosa influenza, fece scrivere un articolo in prima pagina riguardo la sua abdicazione; la Marina diffuse in ogni angolo del globo la notizia della pubblica esecuzione di Ace per tendere una trappola a Barbabianca; lo stesso Luffy usò i sedici rintocchi della campana di Marineford come specchio per le allodole per mandare un messaggio alla sua ciurma, il 3D2Y. Se questo non bastasse per capire quanto il nostro punto di vista e quello dei personaggi siano influenzati da queste notizie, possiamo anche parlare dei diversi punti di vista in ambito giornalistico, che vanno per forza di cose ad intaccare l’oggettività di una notizia. L’esempio più lampante e recente di ciò è senza ombra di dubbio la notizia di “Luffy Quinto Imperatore“, che aveva chiari fondi di verità ma che è stata volutamente gonfiata da Morgans per far schizzare alle stelle le figure di Luffy, in particolare, e degli altri pirati della Nuova Generazione.

L’opinione pubblica, il carburante del sistema

Come recepiscono ciò le persone? Perché tutto questo sistema dopo secoli non è ancora crollato? La risposta è cristallina: perché le persone sono il vero carburante del sistema, coloro che permettono a queste notizie di circolare e di acquistare credibilità. Le persone hanno solo questo modo per informarsi e nessuno può controllare la veridicità di queste notizie, finendo per doversi fidare quasi ciecamente di ciò che leggono. Anche noi lettori, non essendo completamente onniscienti, siamo comunque dipendenti da questo tipo di notizie e per certi versi siamo manipolati da Oda, indirizzati verso determinate supposizioni. Un esempio? La morte, il tentativo di assassinio, l’incidente di Alabasta e la correlazione di Sabo con almeno una di queste notizie. L’unico modo sarebbe verificarle di persona ma spesso ciò risulta impossibile. Molto banalmente, nessuno dopo la lettura del giornale si sarebbe potuto anche solo avvicinare a Tottoland per controllare lo stato dei Pirati di Big Mom. Proseguendo, spesso non è solamente una questione di circolazione di notizie quanto di acquisto di credibilità dei fatti, anche nei confronti di noi lettori. Un esempio? Lo scontro tra Akainu e Aokiji a Punk Hazard. Tutti sono certi che abbiano combattuto, eppure la persona che lo rivela a noi lettori, Jinbe, non era presente sull’isola. Come possiamo essere certi che tra i due non ci fosse qualche specie di accordo? Non avendo modo di verificarlo, abbiamo preso per buono ciò che ci è stato detto.

Limitare e manipolare le conoscenze di un popolo è un’arma letale anche nel nostro mondo, un sempreverde dei regimi totalitari, e questo Orochi lo sa molto bene. Wano è sempre rimasta chiusa al mondo esterno, le persone che lo abitano hanno ancora mentalità arretrate ed ancorate a pregiudizi e credenze del folklore, come l’esistenza dei kappa. Questo vale anche per tutte quelle informazioni che nella Rotta Maggiore sono di dominio pubblico, come ad esempio quelle legate all’esistenza dei frutti del diavolo, poteri che nel paese dei samurai sono visti come stregoneria o arti ninja. L’unico che realmente ha conoscenze sul mondo esterno e si tiene informato è lo shogun, che da ormai più di vent’anni sorride davanti all’ignoranza del paese.

Credenze

Quello che vale per le notizie, vale anche per le credenze, quelle storie che non hanno un reale fondamento ma che negli anni si sono radicate talmente tanto nelle menti delle persone fino ad essere considerate verità assolute e che hanno anche influenzato la nostra visione di alcuni passi dell’opera. Al tempo di Marineford e di Sabaody, quante persone all’interno di One Piece sapevano chi fosse realmente Monkey D Luffy detto “Cappello di Paglia”? Ovviamente quasi nessuno, le conoscenze delle persone erano limitate a ciò che sapevano in generale sui pirati, quasi luoghi comuni, a quello che avevano letto sui giornali e a ciò che avevano sentito dire sul suo conto. Questo è tornato molto comodo a Demaro Black e alla falsa ciurma di Cappello di Paglia, che con la forza, la crudeltà e tutto il pacchetto di stereotipi che il mondo associa da sempre ai pirati, hanno potuto instaurare un regime del terrore ed acquistare sempre più credibilità e seguito sulle Sabaody. Le persone non conoscevano realmente Cappello di Paglia ma, basandosi sulle loro conoscenze, quella storia sembrava più che credibile. Un discorso parallelo, con i dovuti limiti, può essere fatto con Bartolomeo, il quale si era costruito una fede in Luffy basandosi principalmente sulle gesta raccontate dai giornali.

Potremmo parlare della leggenda del sesto livello di Impel Down, della resistenza di Kaido elevata ad immortalità dall’opinione popolare dopo tutti i suoi tentativi di suicidio falliti, eppure il più grande “inganno” potrebbe nascondersi dietro un nome che leggiamo ogni settimana, senza ormai dagli più troppo peso: One Piece. Innumerevoli sono state le teorie centrate su questo nome, eppure questo non l’ha scelto Roger, non l’ha scelto Joy Boy, non l’ha scelto qualcuno che vide Laugh Tale. Le persone comuni iniziarono a chiamarlo così e lo stesso vale per i tesori da lui accumulati. Siamo da sempre davanti ad una grande onda che potrebbe investire chiunque, ma che Roger ha saputo cavalcare dando inizio all’Era della Pirateria.

Conclusioni

In un mondo di menzogne, si ergeranno coloro che potranno riportare alla luce la verità. Il futuro può sorridere a personaggi che nel corso della storia si sono opposti a questa situazione: Dragon, Robin, Smoker e tanti altri. Il governo non potrà continuare a trattenerli, chiunque voglia sinceramente la verità è sempre spaventosamente forte.

 

One Piece (ワンピース) è un manga scritto e disegnato da Eiichiro Oda che dal 19 luglio 1997 compare settimanalmente sulla rivista giapponese Weekly Shonen Jump. L’edizione italiana è curata dalla Star Comics, che ha cominciato a pubblicarlo nel nostro paese dal 1^ luglio 2001. Dal 20 ottobre del 1999, il manga è stato adattato in una serie televisiva anime, prodotta dalla Toei Animation e trasmessa ancora oggi in Giappone su Fuji Tv, l’edizione italiana è edita da Merak Film ed è andata in onda su Italia 1 dal 5 novembre 2001 per poi continuare su Italia 2 nel 2012; inizialmente intitolata “All’arrembaggio!”, la serie ha avuto diversi cambi di denominazione nel corso delle stagioni, fino ad assestarsi sull’originale One Piece.

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