One Piece: Robin contro Black Maria (Analisi capitolo 1020)

Continua la serie dei combattimenti della ciurma contro i Guerrieri Saltellanti, dopo il capitolo dedicato allo scontro tra Jinbe e Who’s Who e quello dedicato allo scontro tra Franky e Sasaki, abbiamo lo scontro tra Nico Robin e Black Maria. Iniziamo a parlare di questo capitolo 1020!

RIASSUNTO

Il capitolo inizia sulla cupola del teschio di Onigashima. Mentre Yamato e Kaidō combattono, ci viene rivelato il nome del frutto di Yamato: il frutto Inu Inu mitologico modello Oguchi no Makami. Il lupo mitologico in questione è considerato il protettore del paese di Wano e Kaidō sta cercando di convincere Yamato a vestirne i panni per proteggere il paese di Wano per conto suo. Yamato, però, ha intenzione di liberarlo e non cede alle parole del padre. Nel frattempo, al terzo piano, Robin e Brook stanno fronteggiando Black Maria e sottoposti. La Tobiroppo usa i suoi poteri per creare alcune illusioni e trarre in inganno l’archeologa. Nella stanza fanno la loro comparsa Nico Olvia, il dottor Clover e Jaguar D Saul. Tuttavia, Robin non cade nella trappola, finge di avvicinarsi a loro e li colpisce con un “Tres Mano: Freesia”, facendo svanire le illusioni e rivelando l’identità di tre sottoposti di Black Maria. Quest’ultima parte all’inseguimento dei due pirati e li attacca con la sua arma, che altri non è che un altro dei suoi subordinati, Wanyūdō. Le fiamme di Wanyūdō, però, non fanno altro che incendiare il pavimento. Mentre Robin cerca di schivare gli attacchi di Black Maria, l’anima di Brook fuoriesce dal suo corpo e attacca Wanyūdō con “Cold Soul”, congelandolo. Infuriata, la Tobiroppo attacca con il suo bastone il soffitto, dove è aggrappata Robin, ma prontamente Brook ritorna al suo corpo e congela il pavimento, spegnendo il fuoco e facendo in modo che Robin possa atterrare sana e salva. Black Maria cerca di far infuriare Robin prendendo in giro la sua ciurma e Sanji in particolare, ma la donna non si fa minimamente intimorire e risponde a tono al suo avversario. La scena si sposta al Porto Tokage, nel paese di Wano. MomonosukeShinobu si sono salvati grazie all’aquilone di quest’ultima e sulla terraferma incontrano Luffy e i pirati Hearts. Momonosuke piange per le apparenti morti di Kin’emon e Kiku ma Luffy lo zittisce, dicendo che è ancora lui il generale dei samurai. Da lontano, Caribou sta guardando la scena. Luffy alza il braccio e indica l’isola di Onigashima nel cielo, dicendo a Momo che dovrà portarlo in volo lassù.

ANALISI

Il frutto di Yamato, un incrocio di leggende

Lo scorso capitolo ci aveva lasciati con grandi aspettative per il frutto di Yamato, ma chi avrebbe mai immaginato che Oda avrebbe optato per l’Oguchi no Makami? Proprio per questo motivo, è bene analizzare un po’ questo lupo mitologico. Esso iniziò ad essere venerato in luoghi come la provincia di Yamato per la sua ferocia ed adorato affinché proteggesse i raccolti dagli animali selvatici. Si diceva fosse in grado di comprendere sia il linguaggio degli esseri umani che la loro vera natura e che agisse con lo scopo di proteggere le persone buone e di punire, invece, i malvagi. In caso di disastri naturali come incendi, distruzione di raccolti, furti o semplici sfortune, le persone credevano che i sopravvissuti fossero stati salvati proprio dal lupo. Insomma, era un considerato un vero e proprio guardiano a tutti gli effetti (come lo è per il paese di Wano in One Piece, dopotutto). Tuttavia, con il passare degli anni, la sua figura ed il misticismo dietro questa divinità divennero sempre meno marcate. Nonostante ciò, tutt’oggi esistono diversi templi dedicati al Makami.

Perché è stato scelto proprio questa creatura per il frutto del figlio di Kaido? Molto probabilmente, Oda-sensei puntato anche su una seconda leggenda, che lega il lupo mitologico al principe Yamato Takeru! La storia narra di un lupo bianco in cui si imbatté il principe in un momento di profonda disperazione, dopo essersi smarrito tra le montagne. Per sua fortuna, il lupo lo portò in salvo. Come ringraziamento, il principe fece costruire molti santuari dedicati al dio lupo delle montagne.

E le leggende non finiscono qui, perché con il ritorno di Luffy e Momonosuke sul tetto della cupola di Onigashima, potremmo ritrovarci di fronte alla rappresentazione (parziale, per il momento) della leggenda di Momotaro. Infatti, avremmo Momonosuke, ovvero Momotaro, Luffy, la scimmia e simbolo della nuova generazione e abbiamo Yamato, il cane, simbolo di Wano e anello di congiunzione tra le due generazioni. All’appello mancherebbe solo il fagiano e questi potrebbe essere Marco “la fenice”, che in questa guerra si è presentato sin da subito come il simbolo della vecchia generazione.

📌 Maggiori informazioni sulla leggenda di Momotaro – Link

Black Maria l’illusionista

Personalmente, questo scontro è per distacco il più bello tra quelli che hanno come protagonisti i Tobiroppo, seguito da quello di Jinbe e Who’s Who. Tuttavia, se il pezzo forte di Who’s Who contro Jinbe era il dinamico comparto battle mentre il contorno lasciava a desiderare, lo scontro tra Black Maria e Robin&Brook non ha questa pecca, ed anzi, ha un contorno quasi più bello del comparto battle. Lo stile di combattimento di Maria è perfettamente in linea con la sua caratterizzazione: usa i propri sottoposti per fare il lavoro sporco, sfruttando la sua cortina illusoria per trarre in inganno gli avversari, come fatto in questo capitolo con le persone care a Robin (Olvia, Clover e Saul). Anche la sua arma altro non è che un suo sottoposto che ha ingerito un frutto SMILE (di cui parleremo meglio in seguito), costretto a correre lungo la ruota per mantenere vive le fiamme.

Il confronto che ha con Robin è lo specchio dei due ideali di ciurma che rappresentano i pirati di Cappello di Paglia e i pirati delle Bestie. Da una parte abbiamo una ciurma che si fida ciecamente dei propri compagni, che non ha paura di fare affidamento gli uni sugli altri; dall’altra una ciurma che fonda i suoi principi sulla sola forza, sui tradimenti, sugli interessi personali. E come Who’s Who, Ulti e Sasaki, anche Black Maria proverà sulla sua pelle cosa significa mettersi contro la ciurma del futuro Re dei Pirati.

Un’altra manciata di yokai

Wano e Yokai, non ci stancheremo mai di parlarne. Oda è sempre stato bravo ad attingere da queste creature per creare personaggi in quest’arco narrativo e in questo capitolo è tornato a riempirne le sue tavole. Vediamo qualche esempio:

Come primo yokai abbiamo Nure Onna. Mitologicamente, la Nure Onna è uno spettro caratterizzato dal corpo simile ad un enorme serpente (il frutto SMILE datole da Oda non è a caso) e la testa di una giovane e bella donna. Utilizza la sua bellezza per trarre in inganno gli uomini che la vedono o che cercano di aiutarla per poi divorarli.

Abbiamo poi Tenjo Sagari, personaggio che si ispira al Tenjo Kudari, uno yokai che ha l’aspetto di un’anziana donna nuda, con una lingua lunga e i capelli arruffati. Trascorre la maggior parte del tempo nascosto, vivendo nell’intercapedine che separa il soffitto ed il tetto. Ogni tanto, nel cuore della notte, striscia fuori dal soffitto, a testa in giù, per spaventare la gente.

Infine, abbiamo Wanyūdō che, oltre a rappresentare uno yokai, incarna anche una leggenda metropolitana giapponese. Lo yokai in questione è l’omonimo Wanyūdō, che prende la forma di una ruota infuocata di un carro con un volto umano. Si dice sia un guardiano infernale e che nel suo girovagare eterno per le strade dei mortali, rubi l’anima a chi ha la sfortuna di incrociarlo. La leggenda metropolitana sopracitata, invece, è quella del cane dal volto umano, Jinmenken.

Le ali del Re dei Pirati

Che polverone alzato da una frase più che innocente! Come sempre, quando esce fuori il discorso sull’importanza di un personaggio legato a Sanji e Zoro, tutto il resto del capitolo passa in secondo piano e i riflettori sono puntati sulla diatriba per decidere quale dei due sia il più importante. Eppure questa settimana, ironia della sorte, Oda non ha sottolineato l’importanza di uno rispetto all’altro, ma tutt’altro, come ha fatto notare Sandman con un suo post. Nella sua frase, Robin usa il termine 両翼, che tradotto letteralmente significa “ali“, una parola che viene utilizzata per descrivere due persone/oggetti cruciali. Per questo motivo, il significato più ovvio della frase di Robin è che Sanji ed un altra persona siano cruciali per il Re dei Pirati, ed ovviamente quest’altra persona è Zoro.

In più, Oda non è nuovo a descrivere così il cuoco e lo spadaccino, visto che lì definì allo stesso modo cruciali per Luffy nelle SBS del volume73, usando lo stesso termine utilizzato da Robin in questo capitolo!

Conclusioni

Il 1021 non è stato un capitolo strabiliante ma, in caso dovessero concludersi qui gli scontri dei Tobiroppo, i prossimi capitoli si potrebbero spostare su fronti davvero di spessore! Abbiamo Sanji che sta combattendo contro Queen, Zoro in cerca di un avversario al piano del palcoscenico e Luffy intento a raggiungere Yamato sul tetto. Il prossimo appuntamento, con il capitolo 1021, è fissato per lunedì 9 agosto 2021 (la rivista uscirà con un giorno di ritardo rispetto al solito)!

About

One Piece Unity è una community italiana a tema One Piece. Nata su Telegram e sbarcata in seguito anche su Instagram, pubblica contenuti giornalieri sul mondo fumettistico creato da Eiichiro Oda. Inoltre, OPU vanta anche un team di traduzione, che si occupa di portare sia settimanalmente il capitolo di One Piece in italiano che prodotti paralleli come gli spinoff e la versione a colori del manga, senza alcun scopo di lucro.

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One Piece (ワンピース) è un manga scritto e disegnato da Eiichiro Oda che dal 19 luglio 1997 compare settimanalmente sulla rivista giapponese Weekly Shonen Jump. L’edizione italiana è curata dalla Star Comics, che ha cominciato a pubblicarlo nel nostro paese dal 1^ luglio 2001. Dal 20 ottobre del 1999, il manga è stato adattato in una serie televisiva anime, prodotta dalla Toei Animation e trasmessa ancora oggi in Giappone su Fuji Tv, l’edizione italiana è edita da Merak Film ed è andata in onda su Italia 1 dal 5 novembre 2001 per poi continuare su Italia 2 nel 2012; inizialmente intitolata “All’arrembaggio!”, la serie ha avuto diversi cambi di denominazione nel corso delle stagioni, fino ad assestarsi sull’originale One Piece.

 

 

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