One Piece: Moriamo insieme (Analisi capitolo 1043)

 

Un capitolo come il 1043 non si vedeva da tanto. Per quanto al suo interno non ci sia nessuna grande rivelazione a livello di trama, per quanto non ci sia la spettacolarità di una battaglia o una scena fortemente emotiva; questo capitolo ha colpito la community come pochi prima di lui son riusciti a fare.

Riassunto

Il capitolo si apre dove si era chiuso lo scorso, Kaido ha assestato un duro colpo a Luffy grazie all’intervento della CP0. Kaido, fuori di sé dalla rabbia, colpisce duramente l’agente della CP0. Finito lo scontro, l’imperatore scende dal tetto comunicando a tutti la morte di Luffy e intimando a Momonosuke di arrendersi. Nami non può credere alle parole del dragone e grida che è un bugiardo. Kaido sferra un Boro Breath verso la navigatrice ma, prima che potesse colpirla, Marco lo intercetta salvandola. Law e Kid, nonostante siano esausti, non hanno alcuna intenzione di arrendersi e si preparano al peggio. Momonosuke perde la calma a causa della sconfitta di Luffy, facendosi assalire dalla paura. Yamato si rifiuta di arrendersi, vuole affrontare Kaido e tenta di convincere Momonosuke a combattere fino alla morte come si conviene a un samurai. Mentre i due parlano, Zunesha li interrompe dicendo che dopo 800 anni Joy Boy è finalmente tornato. Il capitolo si chiude mostrandoci Luffy sorridente sul tetto con una strana sostanza che gli copre parte del volto.

Ultimo saluto

Spesso a teatro un personaggio lascia il palco con una battuta o un gesto plateale. L’agente della CP0 però non ha una battuta d’effetto, non si lascia andare a un ricordo o una riflessione di alcun tipo. Il suo addio si riduce a un semplice gesto, un lieve movimento del cappello che viene poi ripreso dal compagno che gli aveva comunicato l’ordine fatale. Un addio silenzioso e anonimo che però per un personaggio che non è altro che un’arma priva di emozioni e di iniziativa, abituato ad agire seguendo un ordine e non un ideale, risulta perfetto. La possibilità che sia ancora vivo, nonostante da un punto di vista di trama sia insensato, è ovviamente concreta conoscendo il tipo di narrazione di Oda dove difficilmente qualcuno, buono o cattivo che sia, ci lascia le penne.

Piccola riflessione sulla morte

In tutta l’opera, e a Wano in particolare, si è sempre parlato di morte sotto diversi aspetti. Tralasciando il velo di ironia che la parola porta con sé per noi che leggiamo One Piece, proviamo a soffermarci sulla morte e in particolare su 4 scene del capitolo, a due a due in antitesi.

  • Kawamatsu intima i samurai ad allontanarsi dall’incendio perché non c’è onore nella morte tra le fiamme. In questa scena si parla della morte inutile, la morte non onorevole. Il concetto non è assolutamente nuovo, qualche capitolo fa anche Usopp aveva rimarcato questo concetto, criticando quella che è l’etica del samurai. Sentire però queste parole dalla bocca di un samurai, e non di un forestiero come Usopp, fa decisamente un effetto diverso.
  • In antitesi troviamo la morte onorevole propria del guerriero che combatte fino alla fine senza arrendersi. Dal dialogo di Yamato nasce il titolo del capitolo, titolo che invece fa eco alla cultura giapponese e che più volte è stato ribadito da diversi personaggi in questo arco narrativo. Sebbene i due concetti siano in antitesi, Oda non ne condanna uno piuttosto che un altro. Le due visioni trovano all’interno del capitolo la stessa dignità.
  • La morte silenziosa è il terzo concetto proposto. Abbiamo già parlato nel paragrafo precedente dell’addio della CP0 e non ci dilungheremo ulteriormente.
  • Di contro, la morte di Luffy rappresenta l’opposto della precedente. La connotazione specifica è quella della morte dell’eroe, una morte che (a differenza di quella del soldato che non ha alcun impatto) va necessariamente annunciata al fine di spezzare lo spirito combattivo dei nemici, e che quindi risulta essere enormemente influente e decisiva. Lo vediamo benissimo sia dalle reazioni dei suoi stessi compagni, Nami in particolare, che si oppone fermamente a ciò che ha sentito affermato da Kaido.

Nika, Joy Boy e altri dei

Analizzando con attenzione gli effetti sonori presenti nel capitolo notiamo che dopo il colpo di Kaido, il cuore di Luffy ha smesso di battere. Ciò è palesato dalla totale assenza di suoni sul tetto. Alla fine del capitolo, però, il cuore inizia a battere in maniera simile a un tamburo, suono che viene riconosciuto da Zunesha come il suono dei tamburi della liberazione. Ciò significa che Luffy, in seguito all’arresto cardiaco, sia “resuscitato“. Solo dopo aver sperimentato la morte, Luffy è diventato Joy Boy. Questo passaggio può essere poco chiaro ma, per tutti gli elementi che stanno alla base dell’opera, non possiamo parlare di una possessione spirituale da parte di Joy Boy. Ovviamente, sarebbe corretto parlare di volontà ereditata, concetto base dell’opera di Oda. Questo elemento potrebbe anche spiegarci il perché Kaido sia in costante ricerca della morte. L’imperatore vuole diventare Joy Boy e ha provato nel corso della sua vita a diventarlo inseguendo la morte. Una spiegazione in tal senso, oltre a essere coerente con il personaggio, potrebbe mettere un punto nella caratterizzazione di Kaido che fino ad adesso mancava di motivazioni alla base dei suoi comportamenti. Torniamo però a Joy Boy e ai tamburi della liberazione. Nella mitologia indiana esiste una figura chiamata Joy Boy che personifica il bisogno umano di danzare, cantare e divertirsi. Questo personaggio spingeva i popoli a festeggiare e viaggiava portando con se degli ex schiavi liberati. Joy Boy era sempre sorridente e portava con sé un tamburo, grazie al quale leniva le preoccupazioni con un ritmo irresistibile. Risulta facile accostare questa figura a quella di Luffy, essendo i due molto simili sotto molti punti di vista. Un dettaglio di questa breve descrizione che abbiamo riportato, accosta la figura di Joy Boy a quella di Nika, il dio guerriero del sole menzionato da Who’s Who che liberava gli schiavi. Per chiudere il cerchio, la resurrezione di Luffy ci fa pensare a Gesù e a tutte le divinità solari che nei miti e religioni sono strettamente legate al concetto di rinascita e resurrezione. Dopo la notte arriva il giorno, la luna deve lasciare il posto al sole e le tenebre alla luce; dopo 800 anni di buio è giunto il momento del ritorno del sole, della nuova alba che porterà con sé una nuova era e che spazzerà le tenebre che attanagliano il mondo. L’era di dominazione e di schiavitù sarà spazzata via da un guerriero, sempre sorridente e vivace. Colui che incarna la volontà di Joy Boy-Nika, che è tornato indietro dalla morte e che festante abbatterà ogni barriera sociale e ogni forma di oppressione. Il nome di questo sole brillante è: Monkey D Luffy.

Il frutto leggendario si è risvegliato?

Alla fine del capitolo assistiamo al risveglio del Gomu Gomu? Rispondere a questa domanda non è facile. Prima di lanciarci in ipotesi al limite della follia, cerchiamo di fare il punto della situazione analizzando le informazioni sul Gomu Gomu in nostro possesso. Prima dell’incontro tra Shanks e Luffy, il Rosso rubò il frutto Gomu Gomu da una nave governativa scortata dalla CP9 (di cui faceva parte Who’s Who). Non sappiamo se Shanks fosse a conoscenza dell’importanza che quel frutto aveva ma, considerato il suo viaggio con Roger, è possibile pensare che sapesse esattamente cosa stava andando a rubare. Lo stesso potremmo dire del governo, dato che lo stavano trattando come se fosse qualcosa di importante. Dopo questo il frutto viene ingerito da Luffy che dopo alcuni anni inizia il suo viaggio e diventa famoso. Per tutta l’opera nessuno parla più di questo frutto fino a Wano, dove scopriamo da Who’s Who quello che abbiamo già detto precedentemente. Negli ultimi capitoli, però, veniamo a conoscenza di un frutto la cui esistenza era una leggenda perfino per i 5 Astri di Saggezza e a cui è stato cambiato il nome dal governo di molto tempo fa. Da quello che dicono i 5 anziani, il frutto si è risvegliato. Unendo le informazioni potremmo pensare che gli Astri non credevano nell’esistenza di questo frutto e che solo da poco qualcosa (il risveglio del frutto stesso) o qualcuno (Shanks e le sue informazioni su un certo pirata) ha confermato la sua esistenza. Se il frutto della leggenda fosse proprio il Gomu Gomu, come del resto siamo portati a pensare, ci sarebbero due implicazioni di cui tenere conto:

  1. Quando Shanks rubò il frutto, il governo non sapeva che quello fosse il frutto della leggenda e quindi lo stava trasportando per un altro motivo o perché covava un sospetto che solo anni dopo è stato effettivamente confermato. Rimane comunque un problema di base: può la più alta carica del governo non sapere una cosa così importante? Neanche Im lo sa o semplicemente non comunica con i suoi sottoposti se non per riferire quale luce va epurata?
  2. Il vero nome del frutto non è Gomu Gomu ma un altro. Ciò significherebbe che Luffy non ha il potere della gomma o, quantomeno, non ha solo quello? Kaido stesso nel corso dello scontro ha sottolineato che un corpo di gomma non dovrebbe consentire a Luffy di cambiare repentinamente la direzione dei suoi pugni. Questo ci indirizza verso due strade: il frutto è uno zoan mitologico di qualche divinità che ha a che fare con la gomma (il che lo renderebbe un frutto atipico in quanto anche gli zoan ancestrali richiedono di essere attivati dall’utilizzatore e non sono permanentemente attivi come invece è il Gomu Gomu); il frutto è un paramisha di un altro materiale diverso dalla gomma ma che ha delle caratteristiche i comune (in particolare la resistenza agli urti, l’elasticità e l’essere un isolante elettrico). L’ipotesi rogia ha poco riscontro in quanto Luffy non è intangibile. Anche il Dark Dark di Teach ha questa debolezza nonostante sia un rogia, ma in realtà ciò potrebbe essere semplicemente una diretta conseguenza dell’esposizione alla luce, elemento contrario all’oscurità (basti pensare che un isolante, elemento contrario all’elettricità, e l’acqua, elemento contrario alla sabbia, rendevano tangibili i possessori di tali frutti).

In conclusione invitiamo ad attenzionare il discorso sul vero nome del frutto. Non è assolutamente detto che il nome è stato cambiato per nascondere un potere particolare (non hanno fatto una cosa del genere neanche con un frutto come il Gura Gura che è capace di distruggere il mondo). Il governo mondiale ha applicato una vera e propria damnatio memoriae su tutta la storia dell’antico regno. Perfino il nome di quel regno non poteva essere nominato, Clover, infatti, è stato ucciso immediatamente prima che potesse rivelarlo. Questo potrebbe valere anche per il vero nome di questo frutto che con tutta probabilità apparteneva a Joy Boy.

About

One Piece Unity è una community italiana a tema One Piece. Nata su Telegram e sbarcata in seguito anche su Instagram, pubblica contenuti giornalieri sul mondo fumettistico creato da Eiichiro Oda. Inoltre, OPU vanta anche un team di traduzione, che si occupa di portare sia settimanalmente il capitolo di One Piece in italiano che prodotti paralleli come gli spin–off e la versione a colori del manga, senza alcun scopo di lucro.
Link utili: Canale Telegram – Pagina Instagram

One Piece (ワンピース) è un manga scritto e disegnato da Eiichiro Oda che dal 19 luglio 1997 compare settimanalmente sulla rivista giapponese Weekly Shonen Jump. L’edizione italiana è curata dalla Star Comics, che ha cominciato a pubblicarlo nel nostro paese dal 1^ luglio 2001. Dal 20 ottobre del 1999, il manga è stato adattato in una serie televisiva anime, prodotta dalla Toei Animation e trasmessa ancora oggi in Giappone su Fuji Tv, l’edizione italiana è edita da Merak Film ed è andata in onda su Italia 1 dal 5 novembre 2001 per poi continuare su Italia 2 nel 2012; inizialmente intitolata “All’arrembaggio!”, la serie ha avuto diversi cambi di denominazione nel corso delle stagioni, fino ad assestarsi sull’originale One Piece.

 

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