One Piece: Un nuovo giorno (Analisi capitolo 1052)

Festeggiamenti e banchetto equivalgono a fine arco narrativo, fino arco narrativo equivale a nuovi sviluppi di trama e nuovi sviluppi di trama equivalgono a discussioni di fan intrigati e affascinati dai possibili sviluppi futuri. Ma sarà stato così anche per questo arco narrativo? Andiamo a sviscerare i punti salienti di questo capitolo 1052!

RIASSUNTO

Il capitolo si apre mostrandoci degli Astri di Saggezza preoccupatissimi per il ritorno di Nika e increduli per la scomparsa di Zunesha. Dopo essersi resi conto che i confini di Wano non verranno aperti, intimano gli agenti del CP0 di catturare Nico Robin, ma la loro conversazione viene interrotta da una persona misteriosa. Nel castello di Onigashima, Hawkins e Drake parlano. Prima di esalare il suo ultimo respiro, Hawkins rivela a Drake come mai non avesse tradito Kaido nonostante avesse previsto chi avrebbe vinto la guerra, aggiungendo che la persona con l’1% di probabilità di sopravvivere altri non era che lui stesso. Nel frattempo, il paese di Wano si prepara ad una nuova festa, mentre si diffondono le voci sui Foderi Rossi, Joy Boy e i salvatori del paese. A Ringo, Marco, Kin’emon e Kawamatsu decidono che costruiranno un tempio simile a quello di Ryuma per commemorare Oden e i samurai deceduti che hanno preso parte a questa guerra, tra cui Ashura e Izo. Al castello, dopo essere rimasti incoscienti una settimana, Luffy e Zoro si risvegliano. Nella felicità generale, Momonosuke annuncia ai due, che inizialmente non lo riconoscono, che ci sarà un’altra grande festa. Mentre i membri della ciurma e i loro amici si godono il bagno alle terme del castello, Usopp, Franky e i membri delle ciurme di Law e Kid hanno sistemato le navi, che sono nuovamente pronte a salpare. Improvvisamente, però, arriva Apoo con un giornale, su cui sono riportate le nuove taglie dell’alleanza e i nomi di coloro che sono diventati i nuovi Imperatori del Mare!

ANALISI

Bentornato Gastino!

La miniavventura di Caesar Clown era un sogno di molti, sin da prima che iniziasse questa sul Germa o la precedente di Bege. Dopo essersi separato da Capone e Luffy vediamo come non sia ancora riuscito a fuggire da Whole Cake Island e sia rimasto nascosto aspettando l’occasione giusta per farlo. Quell’occasione sembra essere arrivata e sembra portare il nome di Germa 66. Rivedremo un incontro tra i due vecchi collegi Caesar e Judge? Oda hai catturato la mia attenzione.

Le carte di Hawkins

Uno dei temi più belli dell’arco di Wano è sicuramente il cambio generazionale, la Nuova Generazione che supera la vecchia. Un uomo però ha deciso di non mettersi dalla parte di questo ideale, Basil Hawkins. Inizialmente pensavamo, come lo stesso Drake afferma, che questa decisione fosse stata presa in base alle probabilità dettate dalle carte e dal suo potere e che l’uomo dell’1% fosse Drake. Una crescita non proprio scontata per un personaggio come Hawkins, che da sempre si è affidato alle sue carte per prendere qualsiasi tipo di decisione. Nonostante avesse previsto la sua morte, nonostante la sua divinazione gli avesse indicato la strada dei vincitori, ha scelto di non tornare da Kid e di continuare a combattere al fianco dei Pirati delle Bestie, ha scelto di non umiliarsi un’ultima volta e di continuare a combattere per i Pirati delle Bestie. Un’uscita di scena che personalmente ho trovato bellissima, seppur Hawkins non sia mai stato veramente centrale in questo arco narrativo, ma lo spirito di resurrezione portato dalla penna di Oda è sempre dietro l’angolo…

Il commiato di Ashura e Izo

Se all’inizio dell’arco narrativo ci avessero detto: “Due dei Foderi Rossi ci lasceranno le penne durante la guerra”, tutti noi avremmo pensato: “Beh, è pur sempre una guerra totale contro un Imperatore e lo Shogun di Wano”. Eppure, al netto di tutto ciò che è successo durante la battaglia di Onigashima, rimane molto amaro in bocca. Dopo aver visto Kin’emon subire i colpi più duri, per poi salvarsi nei modi più impensabili, vedere Ashura morire per una piccola esplosione ha tutto tranne che il fascino e l’impatto che ha ogni vera morte di One Piece. Soprattutto se ripensiamo all’esplosione a cui è sopravvissuto Pell, che non era minimamente comparabile ad un samurai di Wano di quel calibro. La morte di Izo, invece, ha sicuramente molto più significato, essendo il guerriero tornato a difendere il paese e il nome del signore che aveva lasciato per unirsi ai Pirati di Barbabianca, al punto da sacrificare la propria stessa vita per aiutare i suoi compagni. Dopo anni di attesa, finalmente potrà incontrare nuovamente Newgate, Ace, Oden e Tatch. Eppure, non riesco ad accettare che quella scena del 1041 sia stata l’ultima scena di Izo, così vuota e anonima. Non riesco ad accettare l’assenza di una reazione di Kiku, che dopo anni ha potuto finalmente incontrare nuovamente suo fratello, quando l’ultimo pensiero di Izo è stato proprio rivolto alla sopravvivenza di Kiku. Insomma, la carta morti poteva essere giocata meglio dal sensei, ma come sappiamo non è in generale una cima sotto questo aspetto.

Le parole di Marco sono invece molto più profonde di quello che possono sembrare, soprattutto se pensiamo a ciò che ha passato: prima la morte di Oden, poi la guerra di Marineford e le morti del babbo e di Ace, la disfatta nella Guerra della Rivalsa ed infine la guerra di Wano, dove ha perso Izo. Non si può non provare pietà per l’ex primo comandante di Barbabianca.

La ciurma (quasi) riunita e il sipario (quasi) chiuso

Dopo le fatiche della guerra e una settimana di incoscienza, Zoro e Luffy si risvegliano. E quali parole migliore di “carne” e “alcol” per festeggiare? È per queste scene che viviamo un arco narrativo, per vedere il calore della ciurma riunita, le risate, le gag di Sanji e Zoro e quella con Nami e Momonosuke, che tutti dopo aver visto Momonosuke adulto speravamo di vedere. All’appello della ciurma manca solo Robin, che non viene neanche menzionata nel capitolo. Eppure, se pensiamo ai festeggiamenti dell’ultima conclusione di arco con la ciurma al completo, ovvero quelli dell’Isola degli Uomini-Pesce, Robin era andata a parlare con Nettuno di un argomento super spinoso e interessante, quello di Joy Boy e delle armi ancestrali.

Comunque sia, non possiamo fare a meno di leggere queste scene di gioia accennando solo un mezzo sorriso, memori di quelle che erano le aspettative dell’arco di Wano, le premesse e gli sviluppi dell’arco e della guerra. Facciamo un breve quadro: si è appena chiusa una faida pluridecennale tra Kozuki e Kurozumi, ma il fatto non sembra essere stato approfondito. Basti pensare che tramite le scritte sulle tombe dei genitori, sembra che Tama fosse una discendente dei Kurozumi, ma Oda ha preferito lasciare il tutto solamente accennato, come se lo sviluppo dell’anello di congiunzione tra Kurozumi e Kozuki non fosse uno spunto interessante. Inoltre, sarebbe stato interessante anche un accenno alla “rieducazione” di cui parla il maestro ai bambini della scuola, perché se da un lato è vero che Orochi ha infangato il nome del clan Kozuki e di Oden, è anche vero che i Kozuki indissero una vera e propria persecuzione del clan Kurozumi per colpa del nonno di Orochi. “Giuro di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità”? Speriamo che sia uno dei principi dei nuovi vertici di Wano.

Potremmo parlare poi della gestione ad atti, che Oda sembra aver accantonato dopo aver aperto il terzo con il giorno della guerra. Avrà deciso di sviluppare il concetto di Jo-ha-kyū senza considerare la suddivisione di Ha in tre parti? Non regge molto la base, visto che ragionando così il secondo sarebbe dovuto essere il più lungo, mentre Kyu corrisponde ad una rapida conclusione, ovvero ciò a cui stiamo assistendo ora. Zoro e la somiglianza con Ushimaru, l’apparizione della morte, sono solo alcuni dei fronti irrisolti o solamente abbozzati di questo arco narrativo.

Chiuso il capitolo Wano, proviamo a guardare oltre. Il 1053 ci metterà sicuramente davanti a nuove taglie e ai nomi dei nuovi Imperatori, che potranno essere quattro com’è stato fino ad ora o addirittura di più, ma questa decisione la lasciamo a Morgans e ai giornali. Dopodiché, si aprirà il sipario sulla fantomatica saga finale, quella di cui si parla da anni e sulla quale non abbiamo indizi per il proseguo. Dove andrà la ciurma quando salperà da Wano? Come riuscirà a mettere le mani sul Road Poneglyph? Tutto questo e molto altro è rinviato al 1054!

L’arrivo di Ryokugyu

Dopo essere stato menzionato da Doflamingo durante il suo discorso a Tsuru, dopo essere stato visto in penombra nel 905, finalmente fa il suo ingresso in scena l’ammiraglio Ryokugyu. Non sappiamo veramente nulla di lui, se non che stia utilizzando un fiore per volare (che potrebbe indicare un potere legato ai fiori, alle piante o alla natura) e che, come dice lui stesso, “non mangia da anni”. Osservando i pattern delle precedenti presentazioni degli ammiragli, sicuramente possiamo dire che lo vedremo inizialmente con gli occhi coperti e che il suo aspetto sarà quello di un attore giapponese, oltre al fatto che ci dovrà essere anche rivelato il suo vero nome, visto che Ryokugyu (Toro Verde) è solo quello da ammiraglio. Davvero memorabili le prime apparizioni degli ammiragli, tra chi gira in bicicletta sul mare congelato, chi vola su una palla di cannone, chi sopra un masso gigante e chi tramite un fiore a fare da elica.

Conclusioni

Il prossimo capitolo sarà l’ultimo prima della pausa di un mese che si prenderà Oda, quindi possiamo aspettarci almeno un cliffhanger alla fine, per scaldare gli animi e alimentare la curiosità fino a luglio. Il prossimo appuntamento, con il capitolo 1053, è fissato per domenica 19 giungo 2022!


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One Piece Unity è una community italiana a tema One Piece. Nata su Telegram e sbarcata in seguito anche su Instagram, pubblica contenuti giornalieri sul mondo fumettistico creato da Eiichiro Oda. Inoltre, OPU vanta anche un team di traduzione, che si occupa di portare sia settimanalmente il capitolo di One Piece in italiano che prodotti paralleli come gli spinoff e la versione a colori del manga, senza alcun scopo di lucro.

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One Piece (ワンピース) è un manga scritto e disegnato da Eiichiro Oda che dal 19 luglio 1997 compare settimanalmente sulla rivista giapponese Weekly Shonen Jump. L’edizione italiana è curata dalla Star Comics, che ha cominciato a pubblicarlo nel nostro paese dal 1^ luglio 2001. Dal 20 ottobre del 1999, il manga è stato adattato in una serie televisiva anime, prodotta dalla Toei Animation e trasmessa ancora oggi in Giappone su Fuji Tv, l’edizione italiana è edita da Merak Film ed è andata in onda su Italia 1 dal 5 novembre 2001 per poi continuare su Italia 2 nel 2012; inizialmente intitolata “All’arrembaggio!”, la serie ha avuto diversi cambi di denominazione nel corso delle stagioni, fino ad assestarsi sull’originale One Piece.

 

 

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